PROGETTO BORSE RICERCA 2006

Modelli matematici in chimica e biologia
Giuseppe Poeta Paccati

ITIS






MODELLI MATEMATICI IN CHIMICA E BIOLOGIA

Giuseppe Poeta Paccati

ITIS

Le recenti indagini internazionali sugli apprendimenti (OCSE-Pisa, TIMSS) evidenziano che gli allievi della scuola hanno carenze nelle discipline scientifiche compresa la matematica. Ciò è preoccupante perché, sempre più in futuro, sarà necessario saper valutare problemi a forte connotazione scientifica come lo sono ad esempio quelli dell’energia, della sanità e dell’ambiente. Una delle ragioni di tale insuccesso sta probabilmente nel fatto che l’insegnamento delle discipline scientifiche avviene frequentemente in modo dogmatico e, anche quando sono disponibili laboratori didattici, le abilità che in essi si coltivano sono troppo spesso declassate a semplici “empirismi tecnici” e considerate come meno nobili delle rigorose costruzioni teoriche svolte alla lavagna. Il risultato è che per gli allievi molte conoscenze scientifiche sono astruse ed esoteriche nei loro tecnicismi e sono sostanzialmente incomprensibili ai più.
La presente ricerca si propone di verificare se sia possibile valorizzare la portata culturale sia delle attività di laboratorio sia delle conoscenze matematiche proponendo un percorso di ricerca che prevede l’impiego integrato e sinergico dell’attività sperimentale, e della matematica. Si propongono agli allievi di una classe quinta del corso Chimici industriali due argomenti scelti nell’ambito della materia di Chimica delle fermentazioni che sono l’uno lo studio della cinetica enzimatica secondo Michaelis-Menten e l’altro lo studio della cinetica di crescita di una popolazione microbica. I dati sperimentali saranno quindi elaborati per definire dei modelli matematici che descrivano quanto osservato. In questo percorso si individueranno i principali “nodi” delle reti concettuali delle discipline, chimica delle fermentazioni e matematica ed i relativi percorsi generando così mappe di concetti che sono aperte a possibili ulteriori collegamenti con le altre discipline. Si definirà un insieme di conoscenze dal carattere polivalente e multifunzionale” utilizzabile in differenti contesti disciplinari e che può svolgere il ruolo di comune denominatore concettuale. Si individueranno gli isomorfismi delle leggi e dei loro modelli matematici che possono consentire lo studio dei singoli casi particolari anche di differenti discipline utilizzando sempre il medesimo schema concettuale di riferimento. Infine si rifletterà sui limiti dei modelli in quanto rappresentazioni necessariamente parziali dei fenomeni studiati.
Nel fare ciò durante l’anno scolastico si dovranno individuare quelle modifiche all’organizzazione del tempo-scuola degli allievi che consentano loro di poter svolgere le attività previste. Si tratta quindi di condurre una ulteriore esplorazione su come sia possibile modificare la “geografia degli spazi e dei tempi” operativi all’interno della scuola che è organizzata e sincronizzata sui ritmi che le sono propri e che difficilmente tollera anche semplici cambiamenti. Ma non solo: anche la consueta “geografia del sapere”, sarà necessariamente modificata e si dovrà verificare come tali confini saranno in parte superati, attraversati e ridefiniti. La ricerca vuole quindi verificare non solo i risultati scientifici che possono essere raggiunti dall’attività condotta dagli allievi sui temi che saranno loro proposti ma anche, e forse soprattutto, quanto delle novità organizzative, e del metodo didattico sarà accolto e integrato produttivamente nell’organizzazione scolastica ai differenti livelli di responsabilità: dalla dirigenza, alla docenza al personale tecnico coinvolto.


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