|
|
Lo sviluppo
sostenibile, inteso come sviluppo che soddisfa le esigenze della
popolazione oggi vivente sulla terra senza compromettere il soddisfacimento
dei bisogni delle generazioni future, è auspicato dagli scienziati,
dagli ambientalisti, dagli organismi internazionali e dalle comunità
locali. Ancora aperto è però il dibattito sulle politiche
economiche e i modelli di sviluppo necessari per trasformare questo
obiettivo in realtà.
Il mantenimento
dei processi ecologici essenziali e dei sistemi fondamentali che sostengono
la vita, la salvaguardia della diversità genetica, l'uso sostenibile
delle specie e degli ecosistemi sono minacciati dalle attuali forme
di produzione e di consumo. Il modello di sviluppo che ha garantito
il benessere dei paesi del Nord non può essere esportato senza
danneggiare la stabilità ecologica e le generazioni future. Il
precario equilibrio mondiale si sostiene sulla diseguaglianza di opportunità,
consumi e stili di vita tra il Nord e il Sud.
L'esperienza
di Mondo in rete (MIR) è stata mossa dalla consapevolezza che
affrontare il tema dello sviluppo sostenibile in ambito didattico sia
essenziale per la formazione di cittadini consapevoli delle poste in
gioco nella costruzione di un futuro comune.
Il corso
MIR - che ha coinvolto 36 docenti di scuole superiori della Lombardia
- si è svolto nel periodo novembre 1999/giugno 2000 con le seguenti
finalità:
Sensibilizzare un primo gruppo di insegnanti di scuola superiore
sulle tematiche dello sviluppo sostenibile realizzando una prima rete
di formatori su cui basare iniziative successive
Sperimentare forme di formazione in rete
Produrre un sito Internet dedicato allo sviluppo sostenibile,
con materiali didattici e di riferimento per la scuola superiore.
Nello sviluppo del corso sono state applicate due diverse metodologie:
Autoapprendimento in rete con supporto tutoriale
Questa metodologia prevede attività individuali di autoapprendimento
sulla base di materiali appositamente selezionati con interazione di
ogni corsista con un tutor con funzioni di esperto, guida e sostegno.
Apprendimento collaborativo in rete
Questa metodologia privilegia l'interazione tra i corsisti grazie alla
creazione di aree di discussione e l'attribuzione di compiti da svolgere
collettivamente con l'assistenza di un tutor con funzioni di sostegno
e di sollecitazione.
FASI
DI LAVORO
Il lavoro è stato articolato in fasi, di cui il sottostante diagramma
mostra la successione temporale.

La Fase
1, "apertura", è consistita in due giorni di
seminario residenziale. Questa attività in presenza ha permesso
ai corsisti di socializzare, condividere le finalità del corso
e partecipare alla programmazione delle attività. Ha contribuito
a creare un clima relazionale positivo fra i corsisti e fra corsisti
e tutor. Durante il seminario è stato introdotto il tema del
corso e presentato l'ambiente di lavoro, il software First Class, con
indicazioni per installarlo.
La Fase
2, "preparazione", è consistita nell'acquisizione
degli strumenti informatici per la comunicazione in rete e per la produzione
e pubblicazione di pagine WEB. In questa fase i corsisti sono stati
divisi in due gruppi, ognuno con un tutor. Questi inviavano indicazioni
di lavoro ed esercizi e controllavano le risposte. In questa fase i
corsisti hanno acquisito la capacità di usare il software scelto
per comunicare tra loro e con i tutor e pubblicare home page personali.
Hanno inoltre imparato ad usare un browser e navigare in Internet alla
ricerca di siti sullo sviluppo sostenibile, utilizzati in seguito per
realizzare l'area link del sito.
La Fase
3, "formazione", ha riguardato lo studio e la discussione
in rete di materiali relativi allo sviluppo sostenibile proposti da
alcuni esperti con una prospettiva interdisciplinare. Dopo un'introduzione
alla genesi del concetto di sviluppo sostenibile e alle sue implicazioni
sulla cooperazione internazionale, si è affrontato il tema del
rapporto tra sviluppo sostenibile, globalizzazione e modelli di produzione
e consumo al Nord e al Sud per concludere con un'introduzione all'Agenda
21. Questa fase prevedeva l'immissione in rete di tali materiali, con
alcune domande stimolo, e la partecipazione dei corsisti ad un forum
di discussione. In questa fase è stato trasmesso anche del materiale
relativo alla progettazione di percorsi didattici sul tema dello sviluppo
sostenibile, funzionale alla successiva fase del corso.
La Fase
4, "produzione", è stata dedicata alla realizzazione
di un sito sullo sviluppo sostenibile, in cui i corsisti, divisi in
sei gruppi, hanno potuto mettere a frutto le competenze teoriche e pratiche
acquisite durante il corso. Il metodo di lavoro in questa fase è
stato quello dell'apprendimento collaborativo: ogni gruppo aveva un
compito e doveva organizzarsi (in rete) per portarlo a compimento. I
tutor - in questa fase alcuni componenti dello staff erano tutor di
più gruppi - non avevano un ruolo di direzione, né di
coordinamento, ma soprattutto di stimolo.
La Fase
5, "conclusione", è consistita in una valutazione
del corso da parte di ogni corsista sulla base di un apposito questionario.
AMBIENTE
DI LAVORO
Si
è scelto, come ambiente software di lavoro, First Class , un
programma che si presta particolarmente per i corsi a distanza ed è
infatti usato dalla Open University (in Italia è stato usato
fra l'altro per il corso Polaris, gestito dal CNR di Genova).
Il nodo First Class utilizzato è stato T&S, messo a disposizione
dall'ITSOS "Marie Curie" di Cernusco sul Naviglio".
I partecipanti
al corso hanno dovuto installare sul proprio computer o su quello della
scuola, o più spesso su entrambi, il client First Class (fornito
loro gratutitamente), collegarsi a T&S e registrarsi come utenti,
con proprie userID e password.
T&S
ha fornito loro:
· un indirizzo E-mail, una mail box e la possibilità di
inviare messaggi sia all'interno della bbs T&S (per esempio ai tutor
e agli altri corsisti), sia via Internet
· la possibilità di creare una propria home page
· l'accesso a tutte le conference pubbliche di T&S
· un accesso riservato alle conference man mano aperte per "Mondo
in rete", illustrate nella schermata seguente:

CONSIDERAZIONI
METODOLOGICHE
Oggi
si parla tanto di Formazione a Distanza come di una novità dalle
prospettive fortemente innovative, ma in definitiva in cosa consistono
questa novità e questa innovazione? Innanzitutto, diremo che
la telematica può essere usata per mediare e supportare la comunicazione
all'interno di gruppi impegnati in attività comuni, rendendo
non vincolante la presenza fisica di coloro i quali sono coinvolti in
queste attività. Con gli strumenti della formazione a distanza
vengono superate le barriere spaziali e temporali e all'interno
del gruppo si riproducono alcune delle condizioni tipiche della comunicazione
fra individui: il dialogo, la lezione, la tavola rotonda...
È sbagliato pensare che erogare un corso a distanza significhi
soltanto preparare una scaletta di validi argomenti, programmare un
buon calendario e mettere a disposizione dei discenti, come singoli
o come gruppo, una squadra di docenti con adeguata competenza. La rete
oggi consente di riproporre il calore e il grado di interazione sociale
e cognitiva tipici dei gruppi in presenza e quindi di offrire nuove
possibilità allo sviluppo di percorsi formativi basati sull'apprendimento
collaborativo. Si parla in questo caso di sistemi Fad di terza generazione
(per distinguerli da quelli tradizionali, basati generalmente su un
approccio contenutistico, come ad esempio potrebbe essere una serie
di lezioni in video).
Sotto tutti gli aspetti, progettare MiR ha significato puntare allo
sviluppo di un processo formativo fondato su una partecipazione interattiva
e comunitaria: usare la rete telematica per formare e sostenere la rete
socio-cognitiva dei partecipanti. Dal punto di vista metodologico, il
primo aspetto preso in considerazione è stato l'adozione e la
strutturazione di una piattaforma telematica adeguata alla comunicazione
interattiva e di gruppo.
Nel predisporre l'ambiente in cui si sono mossi i partecipanti al corso
MIR, occorreva tenere fermi alcuni obiettivi:
a) rendere
esplicita la distinzione fra materiali di lavoro e prodotti del corso
(l'Archivio, la cartella MiRweb)
b) separare il momento dell'informazione (la Bacheca) da quello della
formazione (le cartelle dei gruppi di lavoro)
c) favorire l'interazione paritetica fra i partecipanti, suddividere
il lavoro in spazi di condivisione chiari e ben organizzati (la suddivisione
delle conference nelle varie fasi)
d) valorizzare la comunicazione libera e/o ludica (il Caffè)
e) facilitare momenti di incontro "in diretta" (la chat)
f) aiutare i partecipanti a superare le difficoltà incontrate
con il PC, anche in modo collaborativo (MiRHelp).
Per raggiungere
questi scopi è stato ottenuto un ragionevole compromesso fra
facilità d'uso e complessità dell'ambiente di comunicazione
utilizzando il sistema First Class, più volte sperimentato anche
in contesti diversi, quello dei Bulletin Board Services - in origine
null'altro che una gerarchia di bacheche elettroniche, oggi uno strumento
più sofisticato, capace di interfacciarsi con i servizi di Internet.
Il secondo aspetto metodologicamente rilevante è quello che riguarda
le attività svolte. Al corsista di MiR è stato richiesto
di percorrere tutta la scala delle opzioni che la rete offre ai suoi
utenti, in termini generici ma soprattutto nello specifico del corso,
lo sviluppo sostenibile. Per usare la rete occorre possedere una certa
padronanza dei servizi telematici di base. Occorre usare appropriatamente
la posta elettronica, inviare e scaricare documenti, navigare il Web.
Dopo una fase iniziale con esercizi destinati a "rompere
il ghiaccio" e a livellare le differenze di preparazione, ai corsisti
è stato richiesto di applicare queste competenze ai contenuti
del corso. Ciò implicava innanzitutto accedere alle informazioni
e alle conoscenze: in questo caso i materiali sullo sviluppo sostenibile
forniti dagli esperti o dallo staff, come pure quelli suggeriti o trovati
dagli stessi corsisti attraverso i motori di ricerca. Attraverso la
pubblicazione di pagine Web, il corsista MiR sperimentava singolarmente
cosa significa fornire informazioni in rete. Sottoponendo i materiali
del corso alla discussione e agli interventi critici dei partecipanti
è stato compiuto il passo successivo, quello della condivisione
delle informazioni e delle conoscenze.
La fase successiva, quella del "fare" qualcosa assieme,
ha visto i partecipanti impegnati nel lavoro collaborativo di gruppo,
in attività cioè che implicano il coordinamento, la codecisione
e la cooperazione, con l'obiettivo di progettare e sviluppare le varie
sezioni del sito sullo sviluppo sostenibile, la cui griglia era stata
predisposta nell'incontro in presenza di apertura. Il terzo aspetto
significativo è quello relativo alla composizione dello staff
di progettazione. La FaD di terza generazione richiede, accanto alle
tradizionali figure dei docenti/esperti, la presenza cruciale del tutor
di rete, che si presenta come progettista e facilitatore/gestore
dei processi di comunicazione basati sull'uso intensivo di risorse telematiche.
Sollecitare eventi significativi nella comunicazione in rete, animare
e moderare la discussione, dare consigli, sono alcuni dei compiti che
spettano al tutor. È questo un punto delicato e aperto, se si
tiene conto della difficoltà di associare, in un corso come MiR
focalizzato su tematiche specifiche, le competenze tecniche relative
all'interazione a distanza con quelle strettamente disciplinari. Riassumendo,
in MiR i corsisti hanno compiuto, con il supporto e la partecipazione
attiva dei tutor, una sequenza di attività in rete che, a partire
dal reperimento di informazioni, richiedevano uno sforzo di cooperazione,
per passare poi alla vera e propria progettazione, e sfociare infine
nella pubblicazione dei risultati nel Web.
È comunque evidente che, al di là del contenuto informativo
del sito e della "bontà" o meno dei materiali didattici
in esso presentati, che pure non appaiono affatto irrilevanti, ai fini
della valutazione del corso l'enfasi maggiore va posta sul processo
formativo, sulla "vera" storia vissuta dai partecipanti,
di cui è impossibile rendere conto adeguatamente.
Nella fase di riflessione conclusiva i partecipanti hanno individuato
assieme allo staff di progettazione sia i punti di forza sia le debolezze
dell'esperienza condotta, ed è interessante notare che, al di
là delle insoddisfazioni e degli aspetti di MiR che andrebbero
perfezionati, una buona metà dei corsisti dimostri di voler mantenere
viva la comunità di apprendimento che si è creata, visitando
periodicamente lo spazio di lavoro a distanza di settimane dalla conclusione.
Ciò è del tutto coerente con le esperienze di FaD più
blasonate di MiR condotte in passato, e può essere motivo sufficiente
per riproporne il modello in un contesto diverso..
visualizza
la scheda analitica
|
|