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Corso di aggiornamento a distanza sullo sviluppo sostenibile

Staff:
Elisabetta Galasso
- CESVI
Silvio Restelli - IRRSAE Lombardia
Simona Stella - CESVI
Pierfranco Ravotto -ITSOS Curie Cernusco
Alberto Barbieri - ITST Gentileschi Milano

Lo sviluppo di Internet ha moltiplicato le possibilità di avere accesso a dati e informazioni provenienti da fonti diverse e di entrare in relazione con soggetti in tutto il mondo. Per sperimentare insieme agli insegnanti le opportunità date dalla rete di promuovere una formazione meno eurocentrica e più attenta alle problematiche dello sviluppo, il CESVI ha realizzato nell'anno scolastico 1999-2000 in collaborazione con IRRE Lombardia Mondo in rete, un corso di formazione a distanza per gli insegnanti.
Obiettivo del corso era fornire agli insegnanti strumenti per accedere a fonti e informazioni reperibili in rete sul tema dello sviluppo sostenibile e sperimentare forme di apprendimento e programmazione collaborativi su questo tema. Questa brochure documenta il progetto realizzato e introduce il sito che è stato prodotto collettivamente dai corsisti durante le attività del corso, ora consultabile in cdrom e su internet.

 

Lo sviluppo sostenibile, inteso come sviluppo che soddisfa le esigenze della popolazione oggi vivente sulla terra senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future, è auspicato dagli scienziati, dagli ambientalisti, dagli organismi internazionali e dalle comunità locali. Ancora aperto è però il dibattito sulle politiche economiche e i modelli di sviluppo necessari per trasformare questo obiettivo in realtà.

Il mantenimento dei processi ecologici essenziali e dei sistemi fondamentali che sostengono la vita, la salvaguardia della diversità genetica, l'uso sostenibile delle specie e degli ecosistemi sono minacciati dalle attuali forme di produzione e di consumo. Il modello di sviluppo che ha garantito il benessere dei paesi del Nord non può essere esportato senza danneggiare la stabilità ecologica e le generazioni future. Il precario equilibrio mondiale si sostiene sulla diseguaglianza di opportunità, consumi e stili di vita tra il Nord e il Sud.

L'esperienza di Mondo in rete (MIR) è stata mossa dalla consapevolezza che affrontare il tema dello sviluppo sostenibile in ambito didattico sia essenziale per la formazione di cittadini consapevoli delle poste in gioco nella costruzione di un futuro comune.

Il corso MIR - che ha coinvolto 36 docenti di scuole superiori della Lombardia - si è svolto nel periodo novembre 1999/giugno 2000 con le seguenti finalità:
Sensibilizzare un primo gruppo di insegnanti di scuola superiore sulle tematiche dello sviluppo sostenibile realizzando una prima rete di formatori su cui basare iniziative successive
Sperimentare forme di formazione in rete
Produrre un sito Internet dedicato allo sviluppo sostenibile, con materiali didattici e di riferimento per la scuola superiore.
Nello sviluppo del corso sono state applicate due diverse metodologie:
Autoapprendimento in rete con supporto tutoriale
Questa metodologia prevede attività individuali di autoapprendimento sulla base di materiali appositamente selezionati con interazione di ogni corsista con un tutor con funzioni di esperto, guida e sostegno.
Apprendimento collaborativo in rete
Questa metodologia privilegia l'interazione tra i corsisti grazie alla creazione di aree di discussione e l'attribuzione di compiti da svolgere collettivamente con l'assistenza di un tutor con funzioni di sostegno e di sollecitazione.


FASI DI LAVORO
Il lavoro è stato articolato in fasi, di cui il sottostante diagramma mostra la successione temporale.

La Fase 1, "apertura", è consistita in due giorni di seminario residenziale. Questa attività in presenza ha permesso ai corsisti di socializzare, condividere le finalità del corso e partecipare alla programmazione delle attività. Ha contribuito a creare un clima relazionale positivo fra i corsisti e fra corsisti e tutor. Durante il seminario è stato introdotto il tema del corso e presentato l'ambiente di lavoro, il software First Class, con indicazioni per installarlo.

La Fase 2, "preparazione", è consistita nell'acquisizione degli strumenti informatici per la comunicazione in rete e per la produzione e pubblicazione di pagine WEB. In questa fase i corsisti sono stati divisi in due gruppi, ognuno con un tutor. Questi inviavano indicazioni di lavoro ed esercizi e controllavano le risposte. In questa fase i corsisti hanno acquisito la capacità di usare il software scelto per comunicare tra loro e con i tutor e pubblicare home page personali. Hanno inoltre imparato ad usare un browser e navigare in Internet alla ricerca di siti sullo sviluppo sostenibile, utilizzati in seguito per realizzare l'area link del sito.

La Fase 3, "formazione", ha riguardato lo studio e la discussione in rete di materiali relativi allo sviluppo sostenibile proposti da alcuni esperti con una prospettiva interdisciplinare. Dopo un'introduzione alla genesi del concetto di sviluppo sostenibile e alle sue implicazioni sulla cooperazione internazionale, si è affrontato il tema del rapporto tra sviluppo sostenibile, globalizzazione e modelli di produzione e consumo al Nord e al Sud per concludere con un'introduzione all'Agenda 21. Questa fase prevedeva l'immissione in rete di tali materiali, con alcune domande stimolo, e la partecipazione dei corsisti ad un forum di discussione. In questa fase è stato trasmesso anche del materiale relativo alla progettazione di percorsi didattici sul tema dello sviluppo sostenibile, funzionale alla successiva fase del corso.

La Fase 4, "produzione", è stata dedicata alla realizzazione di un sito sullo sviluppo sostenibile, in cui i corsisti, divisi in sei gruppi, hanno potuto mettere a frutto le competenze teoriche e pratiche acquisite durante il corso. Il metodo di lavoro in questa fase è stato quello dell'apprendimento collaborativo: ogni gruppo aveva un compito e doveva organizzarsi (in rete) per portarlo a compimento. I tutor - in questa fase alcuni componenti dello staff erano tutor di più gruppi - non avevano un ruolo di direzione, né di coordinamento, ma soprattutto di stimolo.

La Fase 5, "conclusione", è consistita in una valutazione del corso da parte di ogni corsista sulla base di un apposito questionario.


AMBIENTE DI LAVORO
Si è scelto, come ambiente software di lavoro, First Class , un programma che si presta particolarmente per i corsi a distanza ed è infatti usato dalla Open University (in Italia è stato usato fra l'altro per il corso Polaris, gestito dal CNR di Genova).
Il nodo First Class utilizzato è stato T&S, messo a disposizione dall'ITSOS "Marie Curie" di Cernusco sul Naviglio".

I partecipanti al corso hanno dovuto installare sul proprio computer o su quello della scuola, o più spesso su entrambi, il client First Class (fornito loro gratutitamente), collegarsi a T&S e registrarsi come utenti, con proprie userID e password.

T&S ha fornito loro:
· un indirizzo E-mail, una mail box e la possibilità di inviare messaggi sia all'interno della bbs T&S (per esempio ai tutor e agli altri corsisti), sia via Internet
· la possibilità di creare una propria home page
· l'accesso a tutte le conference pubbliche di T&S
· un accesso riservato alle conference man mano aperte per "Mondo in rete", illustrate nella schermata seguente:


CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE
Oggi si parla tanto di Formazione a Distanza come di una novità dalle prospettive fortemente innovative, ma in definitiva in cosa consistono questa novità e questa innovazione? Innanzitutto, diremo che la telematica può essere usata per mediare e supportare la comunicazione all'interno di gruppi impegnati in attività comuni, rendendo non vincolante la presenza fisica di coloro i quali sono coinvolti in queste attività. Con gli strumenti della formazione a distanza vengono superate le barriere spaziali e temporali e all'interno del gruppo si riproducono alcune delle condizioni tipiche della comunicazione fra individui: il dialogo, la lezione, la tavola rotonda...
È sbagliato pensare che erogare un corso a distanza significhi soltanto preparare una scaletta di validi argomenti, programmare un buon calendario e mettere a disposizione dei discenti, come singoli o come gruppo, una squadra di docenti con adeguata competenza. La rete oggi consente di riproporre il calore e il grado di interazione sociale e cognitiva tipici dei gruppi in presenza e quindi di offrire nuove possibilità allo sviluppo di percorsi formativi basati sull'apprendimento collaborativo. Si parla in questo caso di sistemi Fad di terza generazione (per distinguerli da quelli tradizionali, basati generalmente su un approccio contenutistico, come ad esempio potrebbe essere una serie di lezioni in video).
Sotto tutti gli aspetti, progettare MiR ha significato puntare allo sviluppo di un processo formativo fondato su una partecipazione interattiva e comunitaria: usare la rete telematica per formare e sostenere la rete socio-cognitiva dei partecipanti. Dal punto di vista metodologico, il primo aspetto preso in considerazione è stato l'adozione e la strutturazione di una piattaforma telematica adeguata alla comunicazione interattiva e di gruppo.
Nel predisporre l'ambiente in cui si sono mossi i partecipanti al corso MIR, occorreva tenere fermi alcuni obiettivi:

a) rendere esplicita la distinzione fra materiali di lavoro e prodotti del corso (l'Archivio, la cartella MiRweb)
b) separare il momento dell'informazione (la Bacheca) da quello della formazione (le cartelle dei gruppi di lavoro)
c) favorire l'interazione paritetica fra i partecipanti, suddividere il lavoro in spazi di condivisione chiari e ben organizzati (la suddivisione delle conference nelle varie fasi)
d) valorizzare la comunicazione libera e/o ludica (il Caffè)
e) facilitare momenti di incontro "in diretta" (la chat)
f) aiutare i partecipanti a superare le difficoltà incontrate con il PC, anche in modo collaborativo (MiRHelp).

Per raggiungere questi scopi è stato ottenuto un ragionevole compromesso fra facilità d'uso e complessità dell'ambiente di comunicazione utilizzando il sistema First Class, più volte sperimentato anche in contesti diversi, quello dei Bulletin Board Services - in origine null'altro che una gerarchia di bacheche elettroniche, oggi uno strumento più sofisticato, capace di interfacciarsi con i servizi di Internet. Il secondo aspetto metodologicamente rilevante è quello che riguarda le attività svolte. Al corsista di MiR è stato richiesto di percorrere tutta la scala delle opzioni che la rete offre ai suoi utenti, in termini generici ma soprattutto nello specifico del corso, lo sviluppo sostenibile. Per usare la rete occorre possedere una certa padronanza dei servizi telematici di base. Occorre usare appropriatamente la posta elettronica, inviare e scaricare documenti, navigare il Web.
Dopo una fase iniziale con esercizi destinati a "rompere il ghiaccio" e a livellare le differenze di preparazione, ai corsisti è stato richiesto di applicare queste competenze ai contenuti del corso. Ciò implicava innanzitutto accedere alle informazioni e alle conoscenze: in questo caso i materiali sullo sviluppo sostenibile forniti dagli esperti o dallo staff, come pure quelli suggeriti o trovati dagli stessi corsisti attraverso i motori di ricerca. Attraverso la pubblicazione di pagine Web, il corsista MiR sperimentava singolarmente cosa significa fornire informazioni in rete. Sottoponendo i materiali del corso alla discussione e agli interventi critici dei partecipanti è stato compiuto il passo successivo, quello della condivisione delle informazioni e delle conoscenze.
La fase successiva, quella del "fare" qualcosa assieme, ha visto i partecipanti impegnati nel lavoro collaborativo di gruppo, in attività cioè che implicano il coordinamento, la codecisione e la cooperazione, con l'obiettivo di progettare e sviluppare le varie sezioni del sito sullo sviluppo sostenibile, la cui griglia era stata predisposta nell'incontro in presenza di apertura. Il terzo aspetto significativo è quello relativo alla composizione dello staff di progettazione. La FaD di terza generazione richiede, accanto alle tradizionali figure dei docenti/esperti, la presenza cruciale del tutor di rete, che si presenta come progettista e facilitatore/gestore dei processi di comunicazione basati sull'uso intensivo di risorse telematiche.
Sollecitare eventi significativi nella comunicazione in rete, animare e moderare la discussione, dare consigli, sono alcuni dei compiti che spettano al tutor. È questo un punto delicato e aperto, se si tiene conto della difficoltà di associare, in un corso come MiR focalizzato su tematiche specifiche, le competenze tecniche relative all'interazione a distanza con quelle strettamente disciplinari. Riassumendo, in MiR i corsisti hanno compiuto, con il supporto e la partecipazione attiva dei tutor, una sequenza di attività in rete che, a partire dal reperimento di informazioni, richiedevano uno sforzo di cooperazione, per passare poi alla vera e propria progettazione, e sfociare infine nella pubblicazione dei risultati nel Web.
È comunque evidente che, al di là del contenuto informativo del sito e della "bontà" o meno dei materiali didattici in esso presentati, che pure non appaiono affatto irrilevanti, ai fini della valutazione del corso l'enfasi maggiore va posta sul processo formativo, sulla "vera" storia vissuta dai partecipanti, di cui è impossibile rendere conto adeguatamente.
Nella fase di riflessione conclusiva i partecipanti hanno individuato assieme allo staff di progettazione sia i punti di forza sia le debolezze dell'esperienza condotta, ed è interessante notare che, al di là delle insoddisfazioni e degli aspetti di MiR che andrebbero perfezionati, una buona metà dei corsisti dimostri di voler mantenere viva la comunità di apprendimento che si è creata, visitando periodicamente lo spazio di lavoro a distanza di settimane dalla conclusione. Ciò è del tutto coerente con le esperienze di FaD più blasonate di MiR condotte in passato, e può essere motivo sufficiente per riproporne il modello in un contesto diverso..


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