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Responsabile di progetto Giuseppe Cagni
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Progetto V@LFO
VALUTARE LE FUNZIONI OBIETTIVO: UN PROGETTO DI RICERCA-AZIONE IN RETE

 

L'intera esperienza di ricerca-azione on-line di VALFO
è descritta nel volume:
"Valutare le funzioni obiettivo"
a cura di M.Castoldi
Franco Angeli editore - Milano, 2002

Di questo volume riportiamo il capito 9
"L'ambiente di comunicazione a distanza"
che illustra la struttura e il funzionamento del sistema
di Computer Conferencing utilizzato per l'interazione
on-line fra i ricercatori.

 

 

Contributo di Giuseppe Cagni


CAPITOLO 9. L'AMBIENTE DI COMUNICAZIONE A DISTANZA

9.1 Ricerca azione e comunicazione on-line

La specificità e il carattere di sperimentazione della Ricerca-azione in rete sono state con molta chiarezza illustrate in un precedente capitolo. Si sono descritti attori e ruoli con funzioni e compiti, i flussi comunicativi che questi dovevano produrre, i requisiti tecnologici che la piattaforma telematica doveva possedere per rispondere adeguatamente alle numerose sollecitazioni d'interazione a distanza che l'attività di ricerca richiedeva, gli elementi di forza e quelli di criticità che sono emersi dalla ricerca azione in rete. Si cercherà, qui, di descrivere e motivare le scelte operate per l'adozione degli strumenti tecnologici per la comunicazione a distanza e per la strutturazione dell'ambiente virtuale entro il quale sviluppare la complessa attività di ricerca.
Un elevato numero di docenti-ricercatori, uno staff di coordinamento composto da una dozzina di esperti costituiscono la risorsa umana e professionale impegnata nel percorso di ricerca-azione. Attori unitariamente e omogeneamente centrati sugli obiettivi da perseguire ma differenziati in quanto a collocazione spaziale, contesto operativo, ruoli, funzioni, compiti. Date queste condizioni quantitative e qualitative, alle caratteristiche tipiche di ogni ricerca azione, identificabile come "una ricerca collaborativa basata essenzialmente su autoriflessione e osservazione intersoggettiva" e "attività cooperativa finalizzata alla descrizione di un caso critico come risultato di un'argomentazione a più voci" il progetto Valfo, proprio per il suo impianto così peculiare di ricerca-azione basata prevalentemente sulla comunicazione on-line a distanza, doveva caratterizzarsi anche per altri aspetti, direttamente funzionali ad un adeguato sviluppo del processo di ricerca e alla realizzazione del prodotto finale. In particolare occorreva garantire:
- il buon funzionamento della comunicazione nei singoli gruppi di ricercatori, organizzati in base al criterio del grado di scuola di appartenenza, ma costituiti da docenti situati in località fra loro distanti e in contesti operativi differenti;
- la facilità d'uso e la pluralità degli strumenti di comunicazione on-line;
- la continuità del servizio telematico adottato e la sua accessibilità in ogni momento della giornata e della settimana;
- la visibilità dei processi in atto e la partecipazione ad essi di tutti i ricercatori;
- la possibilità di poter gestire i flussi della comunicazione uno-molti e molti-molti in funzione delle esigenze e del progredire dell'attività di ricerca;
- l'organizzazione logica, la memorizzazione e l'archiviazione di tutto il materiale documentario della ricerca;
- la flessibilità e adattabilità dell'ambiente virtuale per la ricerca in rete;
- la possibilità di amministrazione e monitoraggio delle attività on-line;
- costi il più possibile contenuti per le licenze d'uso del software e per le numerose connessioni telefoniche necessarie ad ogni singolo ricercatore.
Il soddisfacimento di questo ampio e complesso ventaglio di requisiti è stato reso possibile in virtù dell'apporto che le Information and Communication Technologies (ICT) oggi forniscono anche nel settore formativo e della ricerca educativa.

9.2 Bisogni comunicativi e ICT

Come le risorse disponibili attraverso l'utilizzo delle ICT hanno potuto essere messe al servizio dei bisogni comunicativi intersoggettivi e delle necessità di condivisione e di costruzione collaborativa dei saperi che l'attività di ricerca imponeva? Indubbiamente il livello di sviluppo attuale di queste tecnologie, consentirebbe di affrontare adeguatamente tutti i problemi di interazione a distanza posti da una ricerca in cui sono interessati un numero elevato di attori. Dalla semplice corrispondenza via e-mail alle videoconferenze multipunto il ventaglio di strumenti disponibili coprirebbe gran parte delle esigenze comunicative. Tuttavia, il progetto Valfo aveva come contesti di ricerca gli Istituti scolastici che, nonostante il rapido progredire dell'innovazione e delle dotazioni strumentali avvenuto negli ultimi anni nel settore dell'istruzione pubblica, sono caratterizzati ancora da una relativa arretratezza generale e da un debole aggiornamento delle infrastrutture tecnologiche. Occorreva pertanto fare riferimento alle reali risorse di ICT presenti negli Istituti coinvolti nell'attività di ricerca-azione e alle competenze informatiche effettivamente in possesso dei docenti ricercatori. Assunti questi come prerequisiti minimi il progetto di ricerca ha potuto ad essi integrare nuove risorse tecnologiche, sufficienti a creare un'infrastruttura di rete abbastanza robusta e flessibile. Infrastruttura basata su una rete fisica di PC client distribuiti nelle circa cinquanta scuole partecipanti, facenti capo a un server capace di amministrare e gestire tutto il flusso delle interazioni comunicative per mezzo di connessioni Internet con protocollo TCP-IP. Su tale rete fisica doveva innestarsi un'organizzazione logica, rappresentata da un ambiente virtuale, che permettesse e agevolasse la comunicazione come CMC (Computer Mediated Communication) in una prospettiva ecosistemica costituita "dal supporto tecnologico, dal soggetto che con esso interagisce, dal contesto sociale in cui quest'ultimo si trova inserito" .
L'operatività dell'ambiente virtuale doveva essere garantita da un adeguato numero di strumenti comunicativi e di servizi telematici necessari a consentire:
- modalità di comunicazione sincrone e asincrone,
- interazioni uno-uno, uno-molti, molti-molti
- l'attivazione di "forum"
- la costituzione di archivi documentari
Considerando, infine, che i contenuti delle comunicazioni relative alla ricerca erano prevalentemente, se non totalmente, di tipo testuale, si è valutato, in fase progettuale, di utilizzare, per la realizzazione dell'ambiente virtuale di comunicazione, un software specifico per Computer Conferencing che, rispetto ad altri sistemi di text-based communication, si distingue per una "maggior ricchezza di funzionalità" orientate:
- alla strutturazione della comunicazione per aree e sotto-aree tematiche;
- all'assegnazione di ruoli, più o meno privilegiati, ai diversi partecipanti;
- alla possibilità di personalizzare la visione che l'utente ha del sistema attraverso complessi meccanismi di mascheratura delle conferenze;
- all'amministrazione e al monitoraggio dell'intero sistema"

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9.3 La scelta della piattaforma tecnologica

Fra i prodotti software attualmente sul mercato, adatti a configurare e gestire un sistema di Computer Conferencing, si è scelto di adottare First Class della canadese Soft Arc , una piattaforma ormai diffusamente conosciuta e collaudata. Utilizzata già in precedenza dallo stesso Istituto regionale di ricerca per l'erogazione di corsi e-learning, presentava i requisiti necessari per soddisfare tutte le esigenze di comunicazione a distanza che il progetto di ricerca-azione imponeva. Le principali caratteristiche tecniche di questo software:
- piattaforma di tipo client-server
- implementazione su sistemi Windows e Mac
- registrazione individuale utenti tramite password
- amministrazione e gestione utenti e gruppi
- monitoraggio degli accessi tramite file di log
- possibilità di visualizzazione sul lato utente sia tramite client specifico sia con browser in ambiente web
- disponibilità di versione in lingua italiana
Se questa tipologia di software da un lato pone un problema di amministrazione, gestione e manutenzione di un server, dall'altro consente di allestire e controllare ambienti di comunicazione riservati, flessibili e molto affidabili.
Per la ricerca Valfo la questione dell'hosting dell'ambiente di Computer Conferencing è stata risolta grazie alla collaborazione convenzionata con un Istituto Superiore della provincia di Milano che già da anni ha attivato un server con First Class nell'ambito della Intranet Rete SiR. di cui l'Istituto è nodo telematico. Questa soluzione ha consentito, inoltre, di mantenere contenuti i costi relativi all'utilizzo della infrastruttura di rete e di fruizione del software.

9.4 L'architettura dell'ambiente di interazione on-line

La scelta di First Class come piattaforma tecnologica per la comunicazione a distanza, si è rivelata ampiamente adeguata in relazione alle esigenze individuate in sede progettuale.
Ad ogni ricercatore è stata fornita una copia su CD del software client, nella versione 5.623 in lingua italiana, con la quale configurare, sul proprio PC personale e/o su quello della propria scuola, la connessione al server. Questa avveniva tramite protocollo Internet TCP-IP, quindi attraverso il collegamento con un Internet Provider, nello stesso modo e agli stessi costi di tariffa telefonica necessari per un qualunque accesso ai siti web.
In tal modo veniva a costruirsi una rete telematica fra tutti i ricercatori disponibile ogni giorno, ad ogni ora e da qualunque luogo.
Tutti i partecipanti alla ricerca erano stati preliminarmente registrati con proprie User Id e password consentendo così, non solo l'amministrazione e gestione di ogni singola posizione, ma, soprattutto, la costituzione di una comunità virtuale ben definita e delimitata operante in un ambiente chiuso e riservato.
La facilità e disponibilità di accesso all'ambiente era favorita, inoltre, dalla duplice possibilità di visualizzazione tramite client e tramite web (Vedi figg.1 e 2).
L'utente, una volta connesso al server attraverso identificazione individuale, visualizza una finestra col proprio desktop personale sul quale appaiono le classiche barre dei menu e degli strumenti e un'area sottostante in cui sono collocate due icone. Una dà accesso ad una mail-box privata utilizzabile dall'utente come strumento di posta elettronica sia interna alla Intranet sia esterna per mezzo dell'assegnazione di un account. Da questa mail-box, l'utente può gestire tutta la propria messaggistica in uscita e in entrata.
La seconda icona è una conference che consente l'accesso all'ambiente virtuale della ricerca-azione. Un semplice doppio click del mouse apre la finestra illustrata nella fig.1.
Questo esemplifica il meccanismo col quale vengono create, strutturate e organizzate le aree per la comunicazione in un ambiente First Class: secondo il modello delle cartelle e sottocartelle di un disco rigido, le conference, analogamente, possono articolarsi in sub-conference che, se necessario, possono a loro volta contenere ulteriori sub-sub-conference. L'accesso degli utenti ad ognuna di queste aree può essere determinato dall'amministratore di sistema attraverso la concessione di permessi, individuali e/o di gruppo, che definiscono i livelli di privilegio. In base a questi è possibile controllare e coordinare, da parte dei gestori del progetto, le aree visibili e accessibili, in lettura e scrittura o in sola lettura, ai diversi partecipanti predefinendo così anche i limiti entro cui potranno estendersi e dirigersi i flussi comunicativi.
Conference e sub-conference sono, generalmente, contenitori orientati alla comunicazione uno-molti e molti-molti: le comunicazioni che avvengono in un'area sono contemporaneamente visibili a tutti gli utenti che hanno permesso di accesso a quella stessa area. La mail-box personale è, invece, funzionale all'interazione uno-uno e uno-molti.
L'organizzazione e il contenuto di una conference vengono visualizzati all'utente sottoforma di finestra, spesso, divisa in due spazi: uno contenente le eventuali icone delle sub-conference e l'altro, definito foyer, con l'elenco dei messaggi inviati in quella stessa area. Tale elenco è strutturato in modo da fornire alcune informazioni sui singoli messaggi: mittente, dimensione, presenza di allegati, oggetto, data, ecc. Anche in questo caso, un doppio click del mouse sul messaggio selezionato è sufficiente per aprire la finestra del messaggio stesso e leggerlo.
Sfruttando queste caratteristiche strutturali delle conference, ad esse è possibile assegnare funzioni particolari: archivio documentario, raccolta materiali, consulenza, lavoro di gruppo cooperativo, forum liberi, forum moderati, ecc. Una corretta gestione di queste aree richiede, oltre all'adesione da parte di tutti gli utenti alle regole di netiquette concordate, la presenza di una figura di "controllo" con un ruolo, a secondo dei casi, di tutor, moderatore, coordinatore, supervisore, ecc.
First Class dispone di strumenti per la comunicazione a distanza sia di tipo sincrono sia asincrono anche se quelli del secondo tipo, sia in termini quantitativi sia qualitativi, sono decisamente prevalenti .
Per la comunicazione di tipo asincrono, il client, mette a disposizione tutte le più comuni funzioni di messaggistica elettronica:
- invio messaggi di testo, immagine, secondo modelli predefiniti,ecc.
- risposta al mittente, a tutti, inoltra messaggio, ecc.
- attachment file con le operazioni di upload e download di file di ogni tipo (testo, immagine, suono, video)
- comandi di editing del testo (carattere - tipo, dimensione, stile, colore)
Ad arricchire, e a rendere particolarmente funzionale alla Computer Conferencing, il ventaglio degli strumenti di questo software concorrono alcune funzioni di facile uso e di notevole efficacia:
- il comando rispondi con citazione presente nel menù messaggio consente di rispondere ad un messaggio inviato riportando automaticamente, nella propria risposta, sottoforma di citazione, le parti del testo originario cui si intende replicare. Tale opzione può risultare estremamente utile, soprattutto in ambito di forum di discussione o di lavoro collaborativo, per contestualizzare con precisione a tutti i partecipanti, anche a coloro che leggono la messaggistica a distanza di giorni (siamo pur sempre in modalità comunicativa asincrona!), il contenuto e il significato delle proprie risposte, dei propri contributi.
- La funzione di cronologia (history) dei messaggi consente agli utenti di visualizzare quando e da chi è stato creato/inviato/letto un messaggio. Nella comunicazione a distanza, questo, può aiutare a superare quelle leggere sindromi da isolamento che possono sorgere quando si rimane all'oscuro dell'esito dei propri messaggi. Inoltre, consente a tutti di avere un quadro chiaro delle interazioni in atto e, soprattutto, ai gestori dell'attività on line, di controllare i livelli di partecipazione di ogni utente.
- L'organizzazione automatica dei messaggi con stesso oggetto in thread che permette una rapida e facile consultazione dei contenuti e dello sviluppo di una discussione ricostruendone appunto il "filo del discorso".
Più limitate e povere le risorse di First Class relativamente alla comunicazione sincrona; la piattaforma mette a disposizione un semplice strumento di chatting testuale, che in realtà non è risultato utile se non per rare sedute estemporanee finalizzate più che altro a momenti di socializzazione.
Un'ultima, importante, caratteristica del software utilizzato è la sua flessibilità/adattabilità che ha consentito di modificare, in corso di ricerca, l'architettura dell'ambiente di comunicazione, la struttura delle conference, i permessi di accesso per adeguare lo strumento alle nuove esigenze che l'attività poneva.
Infine, occorre sottolineare l'intuitività e la semplicità d'uso sia del client sia dell'ambiente virtuale di interazione comunicativa. Tutti i ricercatori, anche chi possedeva un basso livello di competenze informatiche/telematiche, sono stati in grado di avviare processi on-line avvalendosi solamente di una breve istruzione in laboratorio, come si illustrerà in una parte successiva del capitolo.

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9.5 Struttura e organizzazione logica dell'ambiente: le aree (conference) e le sub-aree

Le possibilità offerte da First Class nella strutturazione e visualizzazione di aree funzionali ai compiti e alle esigenze comunicative del gruppo di ricerca, hanno consentito la progettazione e la creazione di un ambiente virtuale in grado di:
- fornire un'immagine intuitiva della sua articolazione e organizzazione logica;
- essere facilmente e rapidamente accessibile e fruibile;
- essere ristrutturabile in base a nuove esigenze di organizzazione della comunicazione.
L'ambiente virtuale Valfo doveva necessariamente riprodurre, secondo il modello delle finestre di Windows o Mac, delle conference e delle sub-conference, l'organizzazione logica dei flussi comunicativi derivanti dai ruoli e dalle funzioni che i diversi attori ricoprivano all'interno della ricerca, sia come singoli sia come gruppi.
La creazione di aree tematiche specifiche, la definizione dei privilegi di accesso con l'assegnazione dei permessi agli utenti in base al loro ruolo, la sotto articolazione delle aree, ove necessario, in sub-aree hanno consentito la strutturazione di un ambiente di comunicazione già predisposto per guidare e coordinare gli interventi e i flussi comunicativi secondo gli scopi e le modalità stabilite in fase di progettazione, pur lasciando intatta l'opportunità di modificarne la struttura in qualunque momento.
Si è ritenuto necessario progettare un ambiente abbastanza complesso e articolato con un elevato numero di conference, per garantire una gestione sufficientemente controllata degli scambi comunicativi che si prevedevano massicci, considerando la quantità degli attori in (ricerca) azione.
Rispetto alla complessità delle funzioni comunicative supportate, le aree possono essere classificate in tre gruppi:
- Aree ad accesso libero: fra queste Bacheca, ValfoCafe, Help, PalestraValfo sono le conference in cui la comunicazione era per tutti bidirezionale, asincrona e di tipo molti-molti; ogni ricercatore aveva permessi di lettura e scrittura.
- Aree con accesso parzialmente libero: sono le conference e le sub-conference più direttamente dedicate all'attività di ricerca, al dispiegarsi di circoli dialogici, alla costruzione, confronto e scambio di prodotti. Le sub-aree della conference LaRicerca (GruppoAlfa, GruppoBeta, GruppoGamma, GruppoDelta e GruppoEta) erano aperte in lettura a tutti i ricercatori ma in scrittura ai soli componenti di ogni corrispondente gruppo. Un moderatore e un rapporteur per ogni area/gruppo, coordinavano la comunicazione e l'elaborazione cooperativa dei prodotti della ricerca.
- Aree con accesso riservato: si tratta della conference StaffValfo e delle sue sub-conference. Queste aree erano gli spazi per la comunicazione on-line fra i ricercatori dello staff progettuale. All'interno di questi microambienti di rete si è costruita collaborativamente buona parte della progettazione della ricerca, se ne sono coordinati e gestiti i processi elaborativi, si sono discussi i problemi e concordate le soluzioni. L'accesso a queste conference era, pertanto, riservato allo staff progettuale mentre ai docenti-ricercatori esse non erano visibili.

Nella tabella che segue sono riportate le conference con le relative sub-aree, le figure di controllo, i permessi di accesso.

Administrator: amministrazione e gestione utenti - supervisione e manutenzione ambiente
Conference Subconference Controllo-Moderazione Accesso in lettura Accesso
in scrittura
Bacheca Nessuna Administrator Tutti Tutti
ValfoCafe
Nessuna   Tutti Tutti
Help Nessuna Administrator Tutti Tutti
BibliotecaValfo   Coordinatore Tutti Coordinatore
  Strumenti Coordinatore Tutti Coordinatore
  Testi Coordinatore Tutti Coordinatore
  SitiWeb Coordinatore Tutti Coordinatore
Materiali Nessuna Resp. Ricerca Tutti Resp. Ricerca
EspertoInLinea Nessuna Resp. Ricerca Tutti Staff + esperti
PalestraValfo Nessuna Administrator Tutti Tutti
LaRicerca   Resp. Ricerca Tutti Resp. Ricerca
  GruppoAlfa Moderatore + rapporteur
di gruppo
Tutti Ricercatori GruppoAlfa
  GruppoBeta Moderatore + rapporteur
di gruppo
Tutti Ricercatori GruppoBeta
  GruppoGamma Moderatore + rapporteur
di gruppo
Tutti Ricercatori GruppoGamma
  GruppoDelta Moderatore + rapporteur
di gruppo
Tutti Ricercatori GruppoDelta
  GruppoEta Moderatore + rapporteur
di gruppo
Tutti Ricercatori GruppoEta
  Intergruppo Resp. Ricerca Tutti Moderatori e rapporteur
StaffValfo   Resp. Ricerca Staff progetto Staff progetto
  Documentazione Resp. Ricerca Staff progetto Resp. Ricerca
  AmicoCritico Resp. Ricerca Staff progetto Staff progetto
  ProcessiComunicativi Resp. Ricerca Staff progetto Resp. Ricerca
  FaseRicognitiva Resp. Ricerca Staff progetto Resp. Ricerca
  FaseElaborativa Resp. Ricerca Staff progetto Resp. Ricerca

Le successive figure illustrano le finestre dell'ambiente di comunicazione in rete. Un semplice doppio click del mouse sull'icona di una conference consentiva l'apertura dell'area e l'accesso ai messaggi in essa inviati oppure alle sub-conference in cui era articolata.
L'intento è stato quello di costruire un ambiente in cui i ricercatori potessero trovare una pluralità di spazi di comunicazione, adeguati a soddisfare i bisogni di interazione fra attori lontani: bisogni relazionali, sociali, motivazionali, cognitivi, di operatività. L'utilizzo, ove possibile e approssimativamente, di una metafora degli spazi fisici reali aveva lo scopo di porre i partecipanti in un contesto relativamente familiare e consentire loro di muoversi nell'ambiente telematico con sufficiente facilità, favorendo la costruzione di un clima relazionale positivo, a partire dal senso di appartenenza e di condivisione del comune ambiente di lavoro.
Ogni conference aveva, quindi, una propria specifica funzione nell'architettura complessiva dell'ambiente virtuale, funzione descritta nella fase di avvio della ricerca con brevi messaggi con i quali si indicava la "policy" di ogni area.


Fig.1: la finestra di First Class all'apertura della conference di ingresso
all'ambiente virtuale Valfo.


Fig.2: Lo stesso contenuto della finestra precedente ma visualizzato tramite
browser in pagina web invece che col client specifico.

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- BachecaValfo: come spesso succede in un ambiente di CC in cui interagisce una comunità virtuale attraverso modalità di CMC, risulta utile predisporre un'apposita area destinata, esattamente come le bacheche materiali, all'"affissione" di avvisi e comunicati attinenti agli argomenti della ricerca che consentano di far circolare rapidamente informazioni fra tutti i partecipanti. Questa appunto la principale funzione di questa conference a cui tutti i ricercatori avevano accesso sia in lettura sia in scrittura.
- ValfoCafe: l'agire in contesti e ambienti reali lontani fra loro comporta una scarsa opportunità di socializzazione a distanza soprattutto al di fuori delle tematiche e degli interessi propriamente legati alla ricerca. Quest'area intendeva attenuare l'atmosfera di lontananza affettivo-relazionale fra i ricercatori disponendo uno spazio virtuale di dialogo libero e aperto a ogni argomento, come suggerisce l'etichetta del Caffè, luogo in cui ci si incontra per fare "quattro chiacchiere" e costruire rapporti sociali oltre il programmato e il programmabile. L'area era accessibile, ovviamente, sia in lettura sia in scrittura a tutti i partecipanti alla ricerca.
- Help: non poteva mancare un'area di aiuto, di pronto soccorso telematico destinato a supportare praticamente e psicologicamente, soprattutto nella fase iniziale, l'approccio con lo strumento e l'ambiente di comunicazione on-line di quei ricercatori privi di analoghe esperienze e competenze pregresse. In quest'area potevano essere inviati messaggi con quesiti, problemi, difficoltà in ordine all'uso del software a cui un "tutor" tecnologico forniva le possibili risposte e soluzioni. Anche quest'area prevedeva la possibilità per tutti di accesso in lettura e scrittura.
- PalestraValfo: quest'area è stata predisposta per essere utilizzata, in particolare, nella fase iniziale, durante il breve percorso di alfabetizzazione telematica cui hanno partecipato i ricercatori che non avevano una sufficiente competenza di First Class. In essa si svolgevano le esercitazioni di addestramento all'uso delle principali funzioni del client. Superata tale fase l'area è caduta in disuso.

Oltre a queste quattro conference di "servizio" la struttura dell'ambiente virtuale si dispiegava attorno alle aree più fortemente destinate a raccogliere i contributi dei ricercatori e dello staff progettuale:
- BibliotecaValfo: una piccola biblioteca virtuale in cui inserire le bibliografie ragionate relative alle tematiche oggetto della ricerca ma non solo; essa si strutturava in tre sub-aree (Strumenti, Testi, SitiWeb) che intendevano organizzare in modo più articolato e specifico i contributi di tipo teorico e informativo suggeriti in consultazione ai ricercatori. Queste aree erano moderate da un membro dello staff di progettazione con il compito di inserire i riferimenti sito-bibliografici mentre il gruppo dei ricercatori poteva accedervi in sola lettura.


Fig.3: aprendo la conference "BibliotecaValfo" si accede alla finestra con le
tre sub-conference

- Materiali: un'apposita area era destinata a raccogliere e archiviare i materiali direttamente utilizzati nel percorso di ricerca. Il compito di presiedere a quest'area era assegnato al coordinatore del progetto. I ricercatori vi avevano accesso in sola lettura con la possibilità di prelevare i documenti necessari all'attività.
- EspertoInLinea: area dedicata ad approfondimenti sulle tematiche della ricerca. In essa i ricercatori potevano inviare quesiti, richieste di chiarimenti, riflessioni a cui due esperti esterni rispondevano in modalità asincrona.
- LaRicerca: questa conference costituiva il centro elaborativo dell'ambiente. In essa si svolgeva la vera e propria attività di interazione comunicativa e di costruzione collaborativa di significati e saperi della ricerca-azione. Per riprodurre l'organizzazione logica e metodologica dell'impianto della ricerca, si articolava in sei sub-conference attraverso le quali si potevano gestire adeguatamente gli scambi comunicativi. GruppoAlfa, GruppoBeta, GruppoGamma, GruppoDelta e GruppoEta erano le cinque sub-aree entro cui i corrispondenti gruppi di ricercatori sviluppavano la propria autonoma attività. Tutti i ricercatori avevano accesso in lettura alle cinque sub-conference mentre era consentito l'accesso in scrittura solo nella sub area del proprio gruppo di lavoro. Con questo meccanismo selettivo di concessione di privilegi, si garantiva a tutti la conoscenza dei processi e dei risultati del lavoro di ogni gruppo, ma si evitava il rischio di creare un eccessivo affollamento comunicativo concentrando, invece, nel contempo, l'impegno dei diversi attori solo all'interno del proprio gruppo. Ognuna delle sub aree era coordinata dalle due figure, il moderatore e il rapporteur, il cui ruolo veniva ricoperto da membri dello staff di progetto.


Fig.4: La finestra della conference LaRicerca con le sei sub-conference
in cui si articolava

La sub-area Intergruppo, infine, serviva come spazio di raccordo, integrazione, confronto fra i membri dei diversi gruppi. Inizialmente, per governare le prevedibilmente numerose interazioni comunicative, si è adottato un sistema di permessi di accesso che consentiva ai docenti-ricercatori solo la lettura, mentre l'accesso in scrittura era riservato ai componenti dello staff di progetto. I coordinatori dei gruppi avevano il compito di raccogliere gli interventi dei singoli ricercatori e di riportarli in Intergruppo. Nella fase finale, questa limitazione, risultata eccessiva, è stata eliminata assegnando a tutti l'accesso anche in scrittura.
- StaffValfo: questa conference era destinata esclusivamente alla progettazione e al coordinamento on-line del progetto di ricerca. Riservata alla comunicazione in rete fra i componenti lo staff progettuale, non accessibile ai docenti ricercatori, ha svolto l'importante funzione di mezzo di interazione, discussione, confronto, elaborazione, coordinamento durante ogni fase della ricerca, consentendo di continuare a distanza quanto veniva concordato nei periodici incontri di progettazione in presenza. La complessità e l'intensità degli scambi comunicativi on-line all'interno dello staff di progetto ha suggerito di articolare quest'area in più sub-aree: alcune con una semplice funzione di archivio documentario delle varie fasi della progettazione, altre come contenitori di aspetti metodologici della ricerca. La sub-area "AmicoCritico", ad esempio, ospitava gli interventi di due esperti esterni che ricoprivano il ruolo di amici critici, usuale nella pratica della ricerca-azione, interagendo a distanza con lo staff.


Fig.5: la finestra della conference StaffValfo

In ultimo, sembra rilevante sottolineare un aspetto non secondario dell'utilizzo di un ambiente virtuale fortemente strutturato per un processo di ricerca azione. Esso consente di costruire, giorno dopo giorno, quasi automaticamente, un contenitore della memoria del progetto: documenti, materiali, interazioni, problemi, soluzioni, prodotti, persino umori, ansie, entusiasmi, vengono registrati, memorizzati, archiviati sul supporto fisico del server e restano a disposizione per l'inevitabile e necessaria documentazione dei risultati del progetto. Si tratti di effettuare una valutazione ex-post, di rendere pubblici gli esiti della ricerca, di disseminarne i prodotti, di replicare un'azione analoga, l'ambiente virtuale diventa un conservatore e un dispensatore della ricchezza conoscitiva, elaborativa e comunicativa messa in campo dagli attori della ricerca.

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9.6 I ricercatori e l'ambiente di comunicazione on-line

La partecipazione ad un progetto di ricerca-azione richiede ai docenti ricercatori motivazione, impegno, competenze specifiche. Nel caso della proposta Valfo veniva richiesto un ventaglio ulteriore di condizioni, ovviamente inerenti il carattere on-line e a distanza dell'attività. Era necessario, infatti, garantire alcuni prerequisiti indispensabili: la volontà di sperimentare una modalità di comunicazione innovativa e inusuale, la disponibilità, a casa o a scuola, di una essenziale strumentazione tecnologica con connessione a Internet, competenze informatiche di base, meglio se accompagnate da una precedente esperienza nell'uso della posta elettronica. Posti questi come prerequisiti minimi, lo staff di progetto assicurava e offriva ai ricercatori l'accesso riservato all'ambiente di comunicazione in rete predisposto, il software-client necessario per accedere all'ambiente stesso, una guida all'uso del client in formato sia cartaceo sia elettronico, un incontro laboratoriale della durata di tre ore, in piccoli gruppi per acquisire le nozioni e le competenze fondamentali per l'uso di First Class, per avviare una riflessione sulle specifiche caratteristiche della CMC rispetto alle consuete modalità di interazione e comunicazione face to face, e, infine un'assistenza tecnologica on-line.
Preliminarmente all'avvio della ricerca, è stato somministrato ai candidati ricercatori un breve questionario di autovalutazione delle competenze informatiche e telematiche possedute. In dieci domande si richiedeva di esprimere il proprio livello di competenza/conoscenza nell'uso di: un personal computer, di un word processor, della posta elettronica, di Internet, di sistemi per Computer Conferencing, di chat e forum, del software First Class e, infine, la disponibilità d'uso di un PC con connessione a Internet nella propria casa e nella propria scuola.
L'esito dei questionari ha rappresentato una situazione abbastanza omogenea rispetto alle competenze dichiarate: se, in generale, tutti i ricercatori risultavano sufficientemente esperti nell'uso di un PC, di un WP e di Internet, la conoscenza di sistemi per Computer Conferencing appariva decisamente poco diffusa e, in particolare, il software scelto per la ricerca, era sconosciuto ai più. Un dato positivo era costituito dalla generale disponibilità della strumentazione necessaria.
In sintesi le competenze, dichiarate attraverso una scala valutativa da 0 (minimo) a
5 (massimo) , sono illustrate nel seguente grafico.
I valori medi, ricavati dal totale delle autovalutazioni, esprimono una buona padronanza nell'uso del PC e di Internet ma descrivono anche una insufficiente conoscenza degli strumenti di comunicazione basati su sistemi di Computer Conferencing. Considerando che, fra i ricercatori, ve n'erano pochi con buona competenza nell'utilizzo di First Class, è facile dedurre che la maggioranza di loro fosse sostanzialmente all'oscuro delle caratteristiche di questo software.


Grafico 1: media dei valori espressi dai ricercatori come autovalutazione
delle competenze relative agli strumenti indicati.


9.7 Alfabetizzazione telematica

Mettere in grado tutti i docenti di utilizzare senza difficoltà gli strumenti e il software di comunicazione on-line era, indubbiamente, una condizione indispensabile per il successo della ricerca. Problemi legati alla connessione in rete, alla produzione e lettura della messaggistica, alla immediatezza e efficienza della comunicazione avrebbero potuto facilmente mettere in moto processi di demotivazione e, persino, di rifiuto delle particolari modalità con cui ci si era proposti di gestire le interazioni all'interno del gruppo di ricerca. Il contesto e i meccanismi peculiari della comunicazione a distanza avrebbero incrementato il pericolo di precoci abbandoni o, comunque, di precari e scarsamente efficaci rapporti di cooperazione.
Queste ragioni hanno indotto lo staff, in fase di progettazione, a curare particolarmente tali aspetti predisponendo alcune azioni tese a facilitare il più possibile l'approccio dei ricercatori al mezzo e alle modalità di interazione telematica. A tal proposito, l'iniziativa più significativa è stata l'offerta di un breve, ma efficace, percorso di alfabetizzazione in "presenza", svolta in un pomeriggio, in situazione di laboratorio. La diretta pratica dell'uso degli strumenti e delle funzioni principali del software, accompagnata da spiegazioni sintetiche e da assistenza tutoriale, hanno determinato il risultato di porre tutti i ricercatori nella condizione di sapere affrontare, con successo, l'approccio con la CMC autonomamente. Una successiva, rapida, fase di esercitazione on-line nell'ambiente virtuale Valfo, ha permesso di consolidare ulteriormente le competenze di base sviluppate in presenza. I contenuti e le abilità, oggetto del laboratorio di alfabetizzazione telematica, costituivano un insieme molto selezionato ma sufficiente a garantire l'avvio della comunicazione in rete. Succintamente, le tematiche trattate riguardavano:
- i principali caratteri distintivi della CMC rispetto alla comunicazione in presenza;
- significato delle regole di netiquette ;
- installazione e configurazione del client First Class
- connessione in rete tramite protocollo TCP-IP
- struttura e funzioni dell'ambiente virtuale Valfo
- principali funzioni e comandi del client, fra cui, in particolare:
· lettura, scrittura, invio di messaggi dalla mail-box e da conference;
· risposta con citazione;
· editing del testo;
· upload e download di file allegati a messaggi;
· cronologia, memorizzazione e stampa di messaggi;
· chat.
Infine, attraverso la conference Help e, per le situazioni di emergenza, il più familiare apparecchio telefonico, si garantiva un'assistenza tutoriale on-line per aiutare i ricercatori a risolvere gli eventuali problemi incontrati.

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9.8 Aree ad intenso traffico e aree "depresse"

A progetto e a ricerca conclusa si possono individuare con sufficiente attendibilità i punti di forza e di criticità, l'adeguatezza e i limiti della piattaforma tecnologica scelta e dell'ambiente di comunicazione progettato, sia in funzione dell'efficienza e efficacia della comunicazione on-line (ma anche di quanto abbia influito sui momenti di comunicazione in presenza) sia dei processi e dei prodotti della ricerca. In un capitolo successivo si traccia un'analisi qualitativa approfondita dei flussi comunicativi fra i diversi attori e fra i diversi gruppi protagonisti del progetto , qui ci si limita a fornire un quadro generale di tipo quantitativo della messaggistica che ha affollato l'ambiente virtuale e di come essa si sia distribuita nelle diverse aree e sub-aree. La semplice rappresentazione di questi dati consente di formulare alcune riflessioni sulle scelte operate in sede di progettazione dell'organizzazione logica e della corrispondente struttura virtuale di comunicazione.
Complessivamente, durante tutta la durata della ricerca, sono stati inviati nell'ambiente on-line 1094 messaggi, mediamente circa 20 comunicazioni scritte per partecipante con una notevole consistenza di allegati, circa 100 messaggi al mese. Questo migliaio di comunicazioni non hanno interessato in ugual misura tutte le aree disponibili, al contrario si sono concentrate, come previsto e preordinato in fase progettuale attraverso la selettiva concessione di privilegi di accesso, nelle aree maggiormente destinate all'interazione.
I dati quantitativi portano subito in evidenza le aree che non hanno svolto la propria funzione nella misura e anche nei modi ipotizzati durante la progettazione.

Totale messaggi 1094
LaRicerca 687
Palestra 76
Staff 154
ValfoCafe 55
Bacheca 9
Biblioteca 14
Materiali 12
Help 23
Esperto ol 1





Grafico 2: distribuzione percentuale dei 1094 messaggi nelle principali
aree di Valfo

Se la bassa percentuale di messaggi presenti nelle conference Biblioteca e Materiali è giustificata dall'essere, queste, aree di comunicazione uno-molti, la medesima consistenza nelle conference EspertoOnLine e Bacheca va, invece, probabilmente, addebitata a cause connesse all'andamento della ricerca e al limitato tempo a disposizione dei ricercatori per interazioni meno attinenti il contenuto della ricerca stessa, come lascerebbe supporre anche la scarsa frequentazione di ValfoCafe, area appositamente creata per le discussioni libere.
Coerentemente con le intenzionalità del piano di ricerca, la comunicazione intersoggettiva on-line si è concentrata prevalentemente nelle conference StaffValfo e LaRicerca. La prima ha svolto efficacemente la propria funzione diventando l'estensione virtuale dei processi di progettazione e di coordinamento, avviati negli incontri in presenza, di tutta la complessa attività di ricerca, sostenendo un volume di scambi comunicativi fra i componenti dello staff piuttosto elevato.
Nell'area LaRicerca sono confluiti oltre i due terzi dei messaggi. Questa conference ha svolto efficacemente la propria duplice funzione di centro di coordinamento dei gruppi e delle attività dei ricercatori nello spazio foyer e di laboratorio di ricerca nelle cinque sub-aree di comunicazione. Dall'analisi quantitativa appare insufficiente l'uso della sub-area Intergruppo, probabilmente da far risalire alle scelte compiute per la gestione dei flussi comunicativi al suo interno. Il successivo grafico descrive la distribuzione percentuale della messaggistica nelle sub-conference de LaRicerca; le differenze quantitative fra i diversi gruppi vanno rapportate alla disuguale consistenza numerica dei gruppi stessi.

LaRicerca 687
Alfa 144
Beta 149
Gamma 121
Delta 120
Eta 80
Intergruppo 46



Grafico 3: Distribuzione percentuale della messaggistica della conference
LaRicerca nelle sei sub-conference di gruppo

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9.9 Efficienza e efficacia del software e dell'ambiente on-line

Quale valutazione è possibile trarre, a conclusione della sperimentazione di una infrastruttura di comunicazione nell'ambito di una ricerca-azione complessa e numericamente impegnativa come Valfo? Quali indicazioni si possono ricavare sulla qualità del software utilizzato e dell'ambiente virtuale progettato rispetto ai criteri dell'efficienza e dell'efficacia della comunicazione on-line in funzione dei processi e dei prodotti della ricerca? Oltre l'efficienza e l'efficacia, quale gradimento ha ottenuto fra gli utenti in merito a sviluppo di motivazione, qualità delle interazioni, possibilità di gestione autonoma dei tempi di lavoro? Quanto ha inciso nel rapporto costi-benefici?
Dal punto di vista del progettista e amministratore del sistema risulta facile inanellare un elenco di giudizi sostanzialmente positivi rispetto all'efficienza della piattaforma tecnologica: il sistema di CC ha messo a disposizione dei ricercatori strumenti ampiamente numerosi per consentire una comunicazione asincrona continua, interattiva con tutte le opzioni per la text based communication. Anche l'infrastruttura di rete fisica (server, protocolli internet, client), tranne rari casi di inaccessibilità del server per manutenzione, ha supportato adeguatamente i processi comunicativi.
L'ambiente virtuale, strutturato in conference e sub-conference, ha costituito un efficiente filtro organizzativo per dirigere e gestire i flussi comunicativi, per sviluppare l'attività di ricerca e confronto in piccoli gruppi, per raccogliere, archiviare e distribuire documentazione. Certamente l'insieme dell'architettura on-line poteva essere meno articolata e ridondante: alcune aree non sono risultate determinanti ai fini dei complessivi risultati del progetto, ma questo è, probabilmente, un sopportabile peso imputabile al carattere sperimentale della ricerca in rete.
L'efficienza di questi due elementi dell'infrastruttura di rete ha permesso di conseguire una soddisfacente efficacia dei processi comunicativi, necessari, ma ovviamente non sufficienti, per determinare anche l'efficacia dei complessivi risultati della ricerca.
Queste sintetiche valutazioni positive, riferite al funzionamento del sistema e non alla qualità delle interazioni, da esso in qualche misura comunque dipendente, di cui si dirà in un successivo capitolo, trovano una forma di riscontro da parte dei ricercatori che hanno dovuto utilizzare a lungo tale ambiente tecnologico, cimentandosi spesso per la prima volta in una simile pratica.
Al termine della ricerca è stato proposto ai ricercatori un questionario (on-line) di valutazione e gradimento degli aspetti telematici della ricerca-azione. Le risposte, in larga misura, confermano i punti di forza e le criticità descritte in precedenza.
Un primo blocco di domande chiedeva una valutazione, espressa attraverso una scala con valori da 1 (valutazione minima) a 4 (valutazione massima), di cinque aspetti della comunicazione in rete: 1) la funzionalità di First Class, 2) l'efficacia dell'ambiente virtuale Valfo, 3) la qualità delle interazioni fra i ricercatori, 4) la qualità delle interazioni fra ricercatori e coordinatori di gruppo, 5) gli effetti delle interazioni fra i cinque gruppi. Il grafico 4 rappresenta le medie delle valutazioni espresse per questi cinque indicatori.


Grafico 4: valori medi delle valutazioni espresse dai ricercatori sui cinque
aspetti indicati


La valutazione della funzionalità della piattaforma e dell'ambiente di comunicazione risulta abbastanza alta; considerando i valori di deviazione standard (rispettivamente 0,53 e 0,62) tali giudizi appaiono distribuiti omogeneamente fra tutti i ricercatori. Il basso valore espresso nella valutazione delle interazioni fra i cinque gruppi può essere interpretato come indicatore di una inadeguata gestione dell'area Intergruppo.
Una conferma di ciò può essere ricavata dalle risposte alla domanda 12: "La comunicazione a distanza ha favorito lo scambio fra i diversi gruppi?" rappresentate dal successivo grafico.


Grafico 5: medie delle valutazioni espresse con valori da 1 a 4 alla domanda
n.12: La comunicazione a distanza ha favorito lo scambio fra i diversi gruppi

Se l'interazione fra i diversi gruppi è stato uno degli aspetti critici del funzionamento dell'ambiente di rete, la comunicazione on-line ha invece, a parere dei ricercatori, consentito di stabilire un clima decisamente cooperativo all'interno dei singoli gruppi. (Grafico 6)


Grafico 6: medie delle valutazioni espresse con valori da 1 a 4 a alla domanda
n.11: Come valuta il clima di lavoro a distanza nel proprio gruppo

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Un'ulteriore valutazione positiva, relativamente all'efficacia dell'ambiente on-line, si può rilevare dalle risposte espresse con la domanda 13: "L'ambiente telematico è risultato adeguato per il reperimento delle informazioni necessarie alla ricerca?"


Grafico 7: medie delle valutazioni espresse con valori da 1 a 4 a alla domanda
n.13: L'ambiente telematico è risultato adeguato per il reperimento delle
informazioni necessarie alla ricerca?

Dedichiamo un rapido cenno al rapporto costi-benefici di una ricerca-azione on-line, rispetto ad una analoga effettuata senza il supporto della comunicazione a distanza, attraverso due elementi ricavati dalle risposte al questionario di valutazione che, senza farci addentrare in necessari quanto opinabili calcoli, ci suggeriscono alcune dimensioni del risparmio sui costi e uno degli indiretti benefici derivati dall'uso degli strumenti telematici.
Alla domanda 17, che chiedeva di indicare l'impegno medio orario settimanale di lavoro on-line, i ricercatori hanno dato le risposte rappresentate nel seguente grafico.


Grafico 8: ore di attività on-line medie settimanali


La maggior parte dei ricercatori ha dichiarato un impegno medio di 2-4 ore settimanali. Quale costo avrebbe avuto l'insieme degli incontri svolti in presenza, considerando l'elevato numero dei partecipanti e la lontananza geografica delle loro residenze, necessario al confronto, scambio, elaborazione, produzione dei materiali della ricerca?
Se il dato appena esposto lascia intravedere i minori costi ottenibili attraverso l'attività on-line, i successivi danno rilievo ad un "valore aggiunto" conseguito grazie all'uso delle ICT e costituito dallo sviluppo della propria professionalità,
da parte dei docenti-ricercatori, in termini di innalzamento delle competenze telematiche. L'autovalutazione compiuta in merito è riportata nel grafico 9.


Grafico 9: risposte alla domanda n. 10: come valuta le sue competenze
telematiche al termine dell'esperienza di ricerca-azione on-line?

Non è indifferente, nel computo del rapporto costi-benefici di un'attività, includere, fra i fattori di return of investment (ROI), il risultato, indotto, di un così generalizzato incremento delle competenze tecnologiche.
In conclusione, sempre attingendo dai dati forniti dal questionario di valutazione, è possibile cogliere indicazioni positive anche rispetto all'incremento di motivazione e al generale gradimento che l'operare e interagire in un ambiente di comunicazione a distanza basato su ICT può stimolare.
La domanda "Consiglierebbe ad un collega la partecipazione ad una ricerca-azione on-line analoga a Valfo" ha ottenuto un'unanime risposta positiva, mentre l'ultima richiesta del questionario di esprimere, per mezzo di un valore fra 1 e 10, il gradimento complessivo dell'attività on-line della ricerca ha ricevuto dall'86 per cento delle risposte un "voto" maggiore o uguale a sette che, indubbiamente, lascia ben trasparire il livello di motivazione che il modello innovativo e sperimentale della ricerca, basato sull'apporto delle ICT alla comunicazione intersoggettiva, ha contribuito a suscitare.

Grafico 10: risposte, in valori percentuali, alla domanda "Esprima con un valore da 1 (nessun gradimento) a 10 (massimo gradimento) il suo gradimento complessivo dell'attività on-line della ricerca"

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