Contributo
di Giuseppe Cagni
CAPITOLO 9. L'AMBIENTE DI COMUNICAZIONE A DISTANZA
9.1
Ricerca azione e comunicazione on-line
La specificità
e il carattere di sperimentazione della Ricerca-azione in rete sono
state con molta chiarezza illustrate in un precedente capitolo. Si sono
descritti attori e ruoli con funzioni e compiti, i flussi comunicativi
che questi dovevano produrre, i requisiti tecnologici che la piattaforma
telematica doveva possedere per rispondere adeguatamente alle numerose
sollecitazioni d'interazione a distanza che l'attività di ricerca
richiedeva, gli elementi di forza e quelli di criticità che sono
emersi dalla ricerca azione in rete. Si cercherà, qui, di descrivere
e motivare le scelte operate per l'adozione degli strumenti tecnologici
per la comunicazione a distanza e per la strutturazione dell'ambiente
virtuale entro il quale sviluppare la complessa attività di ricerca.
Un elevato numero di docenti-ricercatori, uno staff di coordinamento
composto da una dozzina di esperti costituiscono la risorsa umana e
professionale impegnata nel percorso di ricerca-azione. Attori unitariamente
e omogeneamente centrati sugli obiettivi da perseguire ma differenziati
in quanto a collocazione spaziale, contesto operativo, ruoli, funzioni,
compiti. Date queste condizioni quantitative e qualitative, alle caratteristiche
tipiche di ogni ricerca azione, identificabile come "una ricerca
collaborativa basata essenzialmente su autoriflessione e osservazione
intersoggettiva" e "attività cooperativa finalizzata
alla descrizione di un caso critico come risultato di un'argomentazione
a più voci" il progetto Valfo, proprio per il suo impianto
così peculiare di ricerca-azione basata prevalentemente sulla
comunicazione on-line a distanza, doveva caratterizzarsi anche per altri
aspetti, direttamente funzionali ad un adeguato sviluppo del processo
di ricerca e alla realizzazione del prodotto finale. In particolare
occorreva garantire:
- il buon funzionamento della comunicazione nei singoli gruppi di ricercatori,
organizzati in base al criterio del grado di scuola di appartenenza,
ma costituiti da docenti situati in località fra loro distanti
e in contesti operativi differenti;
- la facilità d'uso e la pluralità degli strumenti di
comunicazione on-line;
- la continuità del servizio telematico adottato e la sua accessibilità
in ogni momento della giornata e della settimana;
- la visibilità dei processi in atto e la partecipazione ad essi
di tutti i ricercatori;
- la possibilità di poter gestire i flussi della comunicazione
uno-molti e molti-molti in funzione delle esigenze e del progredire
dell'attività di ricerca;
- l'organizzazione logica, la memorizzazione e l'archiviazione di tutto
il materiale documentario della ricerca;
- la flessibilità e adattabilità dell'ambiente virtuale
per la ricerca in rete;
- la possibilità di amministrazione e monitoraggio delle attività
on-line;
- costi il più possibile contenuti per le licenze d'uso del software
e per le numerose connessioni telefoniche necessarie ad ogni singolo
ricercatore.
Il soddisfacimento di questo ampio e complesso ventaglio di requisiti
è stato reso possibile in virtù dell'apporto che le Information
and Communication Technologies (ICT) oggi forniscono anche nel settore
formativo e della ricerca educativa.
9.2
Bisogni comunicativi e ICT
Come le
risorse disponibili attraverso l'utilizzo delle ICT hanno potuto essere
messe al servizio dei bisogni comunicativi intersoggettivi e delle necessità
di condivisione e di costruzione collaborativa dei saperi che l'attività
di ricerca imponeva? Indubbiamente il livello di sviluppo attuale di
queste tecnologie, consentirebbe di affrontare adeguatamente tutti i
problemi di interazione a distanza posti da una ricerca in cui sono
interessati un numero elevato di attori. Dalla semplice corrispondenza
via e-mail alle videoconferenze multipunto il ventaglio di strumenti
disponibili coprirebbe gran parte delle esigenze comunicative. Tuttavia,
il progetto Valfo aveva come contesti di ricerca gli Istituti scolastici
che, nonostante il rapido progredire dell'innovazione e delle dotazioni
strumentali avvenuto negli ultimi anni nel settore dell'istruzione pubblica,
sono caratterizzati ancora da una relativa arretratezza generale e da
un debole aggiornamento delle infrastrutture tecnologiche. Occorreva
pertanto fare riferimento alle reali risorse di ICT presenti negli Istituti
coinvolti nell'attività di ricerca-azione e alle competenze informatiche
effettivamente in possesso dei docenti ricercatori. Assunti questi come
prerequisiti minimi il progetto di ricerca ha potuto ad essi integrare
nuove risorse tecnologiche, sufficienti a creare un'infrastruttura di
rete abbastanza robusta e flessibile. Infrastruttura basata su una rete
fisica di PC client distribuiti nelle circa cinquanta scuole partecipanti,
facenti capo a un server capace di amministrare e gestire tutto il flusso
delle interazioni comunicative per mezzo di connessioni Internet con
protocollo TCP-IP. Su tale rete fisica doveva innestarsi un'organizzazione
logica, rappresentata da un ambiente virtuale, che permettesse e agevolasse
la comunicazione come CMC (Computer Mediated Communication) in una prospettiva
ecosistemica costituita "dal supporto tecnologico, dal soggetto
che con esso interagisce, dal contesto sociale in cui quest'ultimo si
trova inserito" .
L'operatività dell'ambiente virtuale doveva essere garantita
da un adeguato numero di strumenti comunicativi e di servizi telematici
necessari a consentire:
- modalità di comunicazione sincrone e asincrone,
- interazioni uno-uno, uno-molti, molti-molti
- l'attivazione di "forum"
- la costituzione di archivi documentari
Considerando, infine, che i contenuti delle comunicazioni relative alla
ricerca erano prevalentemente, se non totalmente, di tipo testuale,
si è valutato, in fase progettuale, di utilizzare, per la realizzazione
dell'ambiente virtuale di comunicazione, un software specifico per Computer
Conferencing che, rispetto ad altri sistemi di text-based communication,
si distingue per una "maggior ricchezza di funzionalità"
orientate:
- alla strutturazione della comunicazione per aree e sotto-aree tematiche;
- all'assegnazione di ruoli, più o meno privilegiati, ai diversi
partecipanti;
- alla possibilità di personalizzare la visione che l'utente
ha del sistema attraverso complessi meccanismi di mascheratura delle
conferenze;
- all'amministrazione e al monitoraggio dell'intero sistema"
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9.3
La scelta della piattaforma tecnologica
Fra i prodotti
software attualmente sul mercato, adatti a configurare e gestire un
sistema di Computer Conferencing, si è scelto di adottare First
Class della canadese Soft Arc , una piattaforma ormai diffusamente conosciuta
e collaudata. Utilizzata già in precedenza dallo stesso Istituto
regionale di ricerca per l'erogazione di corsi e-learning, presentava
i requisiti necessari per soddisfare tutte le esigenze di comunicazione
a distanza che il progetto di ricerca-azione imponeva. Le principali
caratteristiche tecniche di questo software:
- piattaforma di tipo client-server
- implementazione su sistemi Windows e Mac
- registrazione individuale utenti tramite password
- amministrazione e gestione utenti e gruppi
- monitoraggio degli accessi tramite file di log
- possibilità di visualizzazione sul lato utente sia tramite
client specifico sia con browser in ambiente web
- disponibilità di versione in lingua italiana
Se questa tipologia di software da un lato pone un problema di amministrazione,
gestione e manutenzione di un server, dall'altro consente di allestire
e controllare ambienti di comunicazione riservati, flessibili e molto
affidabili.
Per la ricerca Valfo la questione dell'hosting dell'ambiente di Computer
Conferencing è stata risolta grazie alla collaborazione convenzionata
con un Istituto Superiore della provincia di Milano che già da
anni ha attivato un server con First Class nell'ambito della Intranet
Rete SiR. di cui l'Istituto è nodo telematico. Questa soluzione
ha consentito, inoltre, di mantenere contenuti i costi relativi all'utilizzo
della infrastruttura di rete e di fruizione del software.
9.4
L'architettura dell'ambiente di interazione on-line
La scelta
di First Class come piattaforma tecnologica per la comunicazione a distanza,
si è rivelata ampiamente adeguata in relazione alle esigenze
individuate in sede progettuale.
Ad ogni ricercatore è stata fornita una copia su CD del software
client, nella versione 5.623 in lingua italiana, con la quale configurare,
sul proprio PC personale e/o su quello della propria scuola, la connessione
al server. Questa avveniva tramite protocollo Internet TCP-IP, quindi
attraverso il collegamento con un Internet Provider, nello stesso modo
e agli stessi costi di tariffa telefonica necessari per un qualunque
accesso ai siti web.
In tal modo veniva a costruirsi una rete telematica fra tutti i ricercatori
disponibile ogni giorno, ad ogni ora e da qualunque luogo.
Tutti i partecipanti alla ricerca erano stati preliminarmente registrati
con proprie User Id e password consentendo così, non solo l'amministrazione
e gestione di ogni singola posizione, ma, soprattutto, la costituzione
di una comunità virtuale ben definita e delimitata operante in
un ambiente chiuso e riservato.
La facilità e disponibilità di accesso all'ambiente era
favorita, inoltre, dalla duplice possibilità di visualizzazione
tramite client e tramite web (Vedi figg.1 e 2).
L'utente, una volta connesso al server attraverso identificazione individuale,
visualizza una finestra col proprio desktop personale sul quale appaiono
le classiche barre dei menu e degli strumenti e un'area sottostante
in cui sono collocate due icone. Una dà accesso ad una mail-box
privata utilizzabile dall'utente come strumento di posta elettronica
sia interna alla Intranet sia esterna per mezzo dell'assegnazione di
un account. Da questa mail-box, l'utente può gestire tutta la
propria messaggistica in uscita e in entrata.
La seconda icona è una conference che consente l'accesso all'ambiente
virtuale della ricerca-azione. Un semplice doppio click del mouse apre
la finestra illustrata nella fig.1.
Questo esemplifica il meccanismo col quale vengono create, strutturate
e organizzate le aree per la comunicazione in un ambiente First Class:
secondo il modello delle cartelle e sottocartelle di un disco rigido,
le conference, analogamente, possono articolarsi in sub-conference che,
se necessario, possono a loro volta contenere ulteriori sub-sub-conference.
L'accesso degli utenti ad ognuna di queste aree può essere determinato
dall'amministratore di sistema attraverso la concessione di permessi,
individuali e/o di gruppo, che definiscono i livelli di privilegio.
In base a questi è possibile controllare e coordinare, da parte
dei gestori del progetto, le aree visibili e accessibili, in lettura
e scrittura o in sola lettura, ai diversi partecipanti predefinendo
così anche i limiti entro cui potranno estendersi e dirigersi
i flussi comunicativi.
Conference e sub-conference sono, generalmente, contenitori orientati
alla comunicazione uno-molti e molti-molti: le comunicazioni che avvengono
in un'area sono contemporaneamente visibili a tutti gli utenti che hanno
permesso di accesso a quella stessa area. La mail-box personale è,
invece, funzionale all'interazione uno-uno e uno-molti.
L'organizzazione e il contenuto di una conference vengono visualizzati
all'utente sottoforma di finestra, spesso, divisa in due spazi: uno
contenente le eventuali icone delle sub-conference e l'altro, definito
foyer, con l'elenco dei messaggi inviati in quella stessa area. Tale
elenco è strutturato in modo da fornire alcune informazioni sui
singoli messaggi: mittente, dimensione, presenza di allegati, oggetto,
data, ecc. Anche in questo caso, un doppio click del mouse sul messaggio
selezionato è sufficiente per aprire la finestra del messaggio
stesso e leggerlo.
Sfruttando queste caratteristiche strutturali delle conference, ad esse
è possibile assegnare funzioni particolari: archivio documentario,
raccolta materiali, consulenza, lavoro di gruppo cooperativo, forum
liberi, forum moderati, ecc. Una corretta gestione di queste aree richiede,
oltre all'adesione da parte di tutti gli utenti alle regole di netiquette
concordate, la presenza di una figura di "controllo" con un
ruolo, a secondo dei casi, di tutor, moderatore, coordinatore, supervisore,
ecc.
First Class dispone di strumenti per la comunicazione a distanza sia
di tipo sincrono sia asincrono anche se quelli del secondo tipo, sia
in termini quantitativi sia qualitativi, sono decisamente prevalenti
.
Per la comunicazione di tipo asincrono, il client, mette a disposizione
tutte le più comuni funzioni di messaggistica elettronica:
- invio messaggi di testo, immagine, secondo modelli predefiniti,ecc.
- risposta al mittente, a tutti, inoltra messaggio, ecc.
- attachment file con le operazioni di upload e download di file di
ogni tipo (testo, immagine, suono, video)
- comandi di editing del testo (carattere - tipo, dimensione, stile,
colore)
Ad arricchire, e a rendere particolarmente funzionale alla Computer
Conferencing, il ventaglio degli strumenti di questo software concorrono
alcune funzioni di facile uso e di notevole efficacia:
- il comando rispondi con citazione presente nel menù messaggio
consente di rispondere ad un messaggio inviato riportando automaticamente,
nella propria risposta, sottoforma di citazione, le parti del testo
originario cui si intende replicare. Tale opzione può risultare
estremamente utile, soprattutto in ambito di forum di discussione o
di lavoro collaborativo, per contestualizzare con precisione a tutti
i partecipanti, anche a coloro che leggono la messaggistica a distanza
di giorni (siamo pur sempre in modalità comunicativa asincrona!),
il contenuto e il significato delle proprie risposte, dei propri contributi.
- La funzione di cronologia (history) dei messaggi consente agli utenti
di visualizzare quando e da chi è stato creato/inviato/letto
un messaggio. Nella comunicazione a distanza, questo, può aiutare
a superare quelle leggere sindromi da isolamento che possono sorgere
quando si rimane all'oscuro dell'esito dei propri messaggi. Inoltre,
consente a tutti di avere un quadro chiaro delle interazioni in atto
e, soprattutto, ai gestori dell'attività on line, di controllare
i livelli di partecipazione di ogni utente.
- L'organizzazione automatica dei messaggi con stesso oggetto in thread
che permette una rapida e facile consultazione dei contenuti e dello
sviluppo di una discussione ricostruendone appunto il "filo del
discorso".
Più limitate e povere le risorse di First Class relativamente
alla comunicazione sincrona; la piattaforma mette a disposizione un
semplice strumento di chatting testuale, che in realtà non è
risultato utile se non per rare sedute estemporanee finalizzate più
che altro a momenti di socializzazione.
Un'ultima, importante, caratteristica del software utilizzato è
la sua flessibilità/adattabilità che ha consentito di
modificare, in corso di ricerca, l'architettura dell'ambiente di comunicazione,
la struttura delle conference, i permessi di accesso per adeguare lo
strumento alle nuove esigenze che l'attività poneva.
Infine, occorre sottolineare l'intuitività e la semplicità
d'uso sia del client sia dell'ambiente virtuale di interazione comunicativa.
Tutti i ricercatori, anche chi possedeva un basso livello di competenze
informatiche/telematiche, sono stati in grado di avviare processi on-line
avvalendosi solamente di una breve istruzione in laboratorio, come si
illustrerà in una parte successiva del capitolo.
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9.5
Struttura e organizzazione logica dell'ambiente: le aree (conference)
e le sub-aree
Le possibilità
offerte da First Class nella strutturazione e visualizzazione di aree
funzionali ai compiti e alle esigenze comunicative del gruppo di ricerca,
hanno consentito la progettazione e la creazione di un ambiente virtuale
in grado di:
- fornire un'immagine intuitiva della sua articolazione e organizzazione
logica;
- essere facilmente e rapidamente accessibile e fruibile;
- essere ristrutturabile in base a nuove esigenze di organizzazione
della comunicazione.
L'ambiente virtuale Valfo doveva necessariamente riprodurre, secondo
il modello delle finestre di Windows o Mac, delle conference e delle
sub-conference, l'organizzazione logica dei flussi comunicativi derivanti
dai ruoli e dalle funzioni che i diversi attori ricoprivano all'interno
della ricerca, sia come singoli sia come gruppi.
La creazione di aree tematiche specifiche, la definizione dei privilegi
di accesso con l'assegnazione dei permessi agli utenti in base al loro
ruolo, la sotto articolazione delle aree, ove necessario, in sub-aree
hanno consentito la strutturazione di un ambiente di comunicazione già
predisposto per guidare e coordinare gli interventi e i flussi comunicativi
secondo gli scopi e le modalità stabilite in fase di progettazione,
pur lasciando intatta l'opportunità di modificarne la struttura
in qualunque momento.
Si è ritenuto necessario progettare un ambiente abbastanza complesso
e articolato con un elevato numero di conference, per garantire una
gestione sufficientemente controllata degli scambi comunicativi che
si prevedevano massicci, considerando la quantità degli attori
in (ricerca) azione.
Rispetto alla complessità delle funzioni comunicative supportate,
le aree possono essere classificate in tre gruppi:
- Aree ad accesso libero: fra queste Bacheca, ValfoCafe, Help, PalestraValfo
sono le conference in cui la comunicazione era per tutti bidirezionale,
asincrona e di tipo molti-molti; ogni ricercatore aveva permessi di
lettura e scrittura.
- Aree con accesso parzialmente libero: sono le conference e le sub-conference
più direttamente dedicate all'attività di ricerca, al
dispiegarsi di circoli dialogici, alla costruzione, confronto e scambio
di prodotti. Le sub-aree della conference LaRicerca (GruppoAlfa, GruppoBeta,
GruppoGamma, GruppoDelta e GruppoEta) erano aperte in lettura a tutti
i ricercatori ma in scrittura ai soli componenti di ogni corrispondente
gruppo. Un moderatore e un rapporteur per ogni area/gruppo, coordinavano
la comunicazione e l'elaborazione cooperativa dei prodotti della ricerca.
- Aree con accesso riservato: si tratta della conference StaffValfo
e delle sue sub-conference. Queste aree erano gli spazi per la comunicazione
on-line fra i ricercatori dello staff progettuale. All'interno di questi
microambienti di rete si è costruita collaborativamente buona
parte della progettazione della ricerca, se ne sono coordinati e gestiti
i processi elaborativi, si sono discussi i problemi e concordate le
soluzioni. L'accesso a queste conference era, pertanto, riservato allo
staff progettuale mentre ai docenti-ricercatori esse non erano visibili.
Nella tabella
che segue sono riportate le conference con le relative sub-aree, le
figure di controllo, i permessi di accesso.
| Administrator:
amministrazione e gestione utenti - supervisione e manutenzione
ambiente |
| Conference
|
Subconference |
Controllo-Moderazione |
Accesso
in lettura |
Accesso
in scrittura |
| Bacheca
|
Nessuna
|
Administrator |
Tutti |
Tutti
|
ValfoCafe
|
Nessuna |
|
Tutti |
Tutti |
| Help |
Nessuna
|
Administrator |
Tutti |
Tutti
|
| BibliotecaValfo |
|
Coordinatore |
Tutti |
Coordinatore |
| |
Strumenti
|
Coordinatore |
Tutti |
Coordinatore |
| |
Testi
|
Coordinatore |
Tutti |
Coordinatore |
| |
SitiWeb
|
Coordinatore |
Tutti |
Coordinatore |
| Materiali
|
Nessuna |
Resp.
Ricerca |
Tutti
|
Resp.
Ricerca |
| EspertoInLinea
|
Nessuna |
Resp.
Ricerca |
Tutti
|
Staff
+ esperti |
| PalestraValfo |
Nessuna |
Administrator |
Tutti |
Tutti
|
| LaRicerca |
|
Resp.
Ricerca |
Tutti
|
Resp.
Ricerca |
| |
GruppoAlfa |
Moderatore
+ rapporteur
di gruppo |
Tutti |
Ricercatori
GruppoAlfa |
| |
GruppoBeta |
Moderatore
+ rapporteur
di gruppo |
Tutti |
Ricercatori
GruppoBeta |
| |
GruppoGamma |
Moderatore
+ rapporteur
di gruppo |
Tutti |
Ricercatori
GruppoGamma |
| |
GruppoDelta |
Moderatore
+ rapporteur
di gruppo |
Tutti |
Ricercatori
GruppoDelta |
| |
GruppoEta |
Moderatore
+ rapporteur
di gruppo |
Tutti |
Ricercatori
GruppoEta |
| |
Intergruppo |
Resp.
Ricerca |
Tutti |
Moderatori
e rapporteur |
| StaffValfo |
|
Resp.
Ricerca |
Staff
progetto |
Staff
progetto |
| |
Documentazione |
Resp.
Ricerca |
Staff
progetto |
Resp.
Ricerca |
| |
AmicoCritico |
Resp.
Ricerca |
Staff
progetto |
Staff
progetto |
| |
ProcessiComunicativi |
Resp.
Ricerca |
Staff
progetto |
Resp.
Ricerca |
| |
FaseRicognitiva |
Resp.
Ricerca |
Staff
progetto |
Resp.
Ricerca |
| |
FaseElaborativa |
Resp.
Ricerca |
Staff
progetto |
Resp.
Ricerca |
Le successive
figure illustrano le finestre dell'ambiente di comunicazione in rete.
Un semplice doppio click del mouse sull'icona di una conference consentiva
l'apertura dell'area e l'accesso ai messaggi in essa inviati oppure
alle sub-conference in cui era articolata.
L'intento è stato quello di costruire un ambiente in cui i ricercatori
potessero trovare una pluralità di spazi di comunicazione, adeguati
a soddisfare i bisogni di interazione fra attori lontani: bisogni relazionali,
sociali, motivazionali, cognitivi, di operatività. L'utilizzo,
ove possibile e approssimativamente, di una metafora degli spazi fisici
reali aveva lo scopo di porre i partecipanti in un contesto relativamente
familiare e consentire loro di muoversi nell'ambiente telematico con
sufficiente facilità, favorendo la costruzione di un clima relazionale
positivo, a partire dal senso di appartenenza e di condivisione del
comune ambiente di lavoro.
Ogni conference aveva, quindi, una propria specifica funzione nell'architettura
complessiva dell'ambiente virtuale, funzione descritta nella fase di
avvio della ricerca con brevi messaggi con i quali si indicava la "policy"
di ogni area.

Fig.1: la
finestra di First Class all'apertura della conference di ingresso
all'ambiente virtuale Valfo.
Fig.2: Lo
stesso contenuto della finestra precedente ma visualizzato tramite
browser in pagina web invece che col client specifico.
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- BachecaValfo: come spesso succede in un ambiente di CC in cui
interagisce una comunità virtuale attraverso modalità
di CMC, risulta utile predisporre un'apposita area destinata, esattamente
come le bacheche materiali, all'"affissione" di avvisi e comunicati
attinenti agli argomenti della ricerca che consentano di far circolare
rapidamente informazioni fra tutti i partecipanti. Questa appunto la
principale funzione di questa conference a cui tutti i ricercatori avevano
accesso sia in lettura sia in scrittura.
- ValfoCafe: l'agire in contesti e ambienti reali lontani fra
loro comporta una scarsa opportunità di socializzazione a distanza
soprattutto al di fuori delle tematiche e degli interessi propriamente
legati alla ricerca. Quest'area intendeva attenuare l'atmosfera di lontananza
affettivo-relazionale fra i ricercatori disponendo uno spazio virtuale
di dialogo libero e aperto a ogni argomento, come suggerisce l'etichetta
del Caffè, luogo in cui ci si incontra per fare "quattro
chiacchiere" e costruire rapporti sociali oltre il programmato
e il programmabile. L'area era accessibile, ovviamente, sia in lettura
sia in scrittura a tutti i partecipanti alla ricerca.
- Help: non poteva mancare un'area di aiuto, di pronto soccorso
telematico destinato a supportare praticamente e psicologicamente, soprattutto
nella fase iniziale, l'approccio con lo strumento e l'ambiente di comunicazione
on-line di quei ricercatori privi di analoghe esperienze e competenze
pregresse. In quest'area potevano essere inviati messaggi con quesiti,
problemi, difficoltà in ordine all'uso del software a cui un
"tutor" tecnologico forniva le possibili risposte e soluzioni.
Anche quest'area prevedeva la possibilità per tutti di accesso
in lettura e scrittura.
- PalestraValfo: quest'area è stata predisposta per essere
utilizzata, in particolare, nella fase iniziale, durante il breve percorso
di alfabetizzazione telematica cui hanno partecipato i ricercatori che
non avevano una sufficiente competenza di First Class. In essa si svolgevano
le esercitazioni di addestramento all'uso delle principali funzioni
del client. Superata tale fase l'area è caduta in disuso.
Oltre a
queste quattro conference di "servizio" la struttura dell'ambiente
virtuale si dispiegava attorno alle aree più fortemente destinate
a raccogliere i contributi dei ricercatori e dello staff progettuale:
-
BibliotecaValfo: una piccola biblioteca virtuale in cui inserire
le bibliografie ragionate relative alle tematiche oggetto della ricerca
ma non solo; essa si strutturava in tre sub-aree (Strumenti, Testi,
SitiWeb) che intendevano organizzare in modo più articolato e
specifico i contributi di tipo teorico e informativo suggeriti in consultazione
ai ricercatori. Queste aree erano moderate da un membro dello staff
di progettazione con il compito di inserire i riferimenti sito-bibliografici
mentre il gruppo dei ricercatori poteva accedervi in sola lettura.

Fig.3: aprendo
la conference "BibliotecaValfo" si accede alla finestra con
le
tre sub-conference
- Materiali:
un'apposita area era destinata a raccogliere e archiviare i materiali
direttamente utilizzati nel percorso di ricerca. Il compito di presiedere
a quest'area era assegnato al coordinatore del progetto. I ricercatori
vi avevano accesso in sola lettura con la possibilità di prelevare
i documenti necessari all'attività.
- EspertoInLinea: area dedicata ad approfondimenti sulle tematiche
della ricerca. In essa i ricercatori potevano inviare quesiti, richieste
di chiarimenti, riflessioni a cui due esperti esterni rispondevano in
modalità asincrona.
- LaRicerca: questa conference costituiva il centro elaborativo
dell'ambiente. In essa si svolgeva la vera e propria attività
di interazione comunicativa e di costruzione collaborativa di significati
e saperi della ricerca-azione. Per riprodurre l'organizzazione logica
e metodologica dell'impianto della ricerca, si articolava in sei sub-conference
attraverso le quali si potevano gestire adeguatamente gli scambi comunicativi.
GruppoAlfa, GruppoBeta, GruppoGamma, GruppoDelta e GruppoEta erano le
cinque sub-aree entro cui i corrispondenti gruppi di ricercatori sviluppavano
la propria autonoma attività. Tutti i ricercatori avevano accesso
in lettura alle cinque sub-conference mentre era consentito l'accesso
in scrittura solo nella sub area del proprio gruppo di lavoro. Con questo
meccanismo selettivo di concessione di privilegi, si garantiva a tutti
la conoscenza dei processi e dei risultati del lavoro di ogni gruppo,
ma si evitava il rischio di creare un eccessivo affollamento comunicativo
concentrando, invece, nel contempo, l'impegno dei diversi attori solo
all'interno del proprio gruppo. Ognuna delle sub aree era coordinata
dalle due figure, il moderatore e il rapporteur, il cui ruolo veniva
ricoperto da membri dello staff di progetto.

Fig.4: La
finestra della conference LaRicerca con le sei sub-conference
in cui si articolava
La sub-area
Intergruppo, infine, serviva come spazio di raccordo, integrazione,
confronto fra i membri dei diversi gruppi. Inizialmente, per governare
le prevedibilmente numerose interazioni comunicative, si è adottato
un sistema di permessi di accesso che consentiva ai docenti-ricercatori
solo la lettura, mentre l'accesso in scrittura era riservato ai componenti
dello staff di progetto. I coordinatori dei gruppi avevano il compito
di raccogliere gli interventi dei singoli ricercatori e di riportarli
in Intergruppo. Nella fase finale, questa limitazione, risultata eccessiva,
è stata eliminata assegnando a tutti l'accesso anche in scrittura.
- StaffValfo: questa conference era destinata esclusivamente
alla progettazione e al coordinamento on-line del progetto di ricerca.
Riservata alla comunicazione in rete fra i componenti lo staff progettuale,
non accessibile ai docenti ricercatori, ha svolto l'importante funzione
di mezzo di interazione, discussione, confronto, elaborazione, coordinamento
durante ogni fase della ricerca, consentendo di continuare a distanza
quanto veniva concordato nei periodici incontri di progettazione in
presenza. La complessità e l'intensità degli scambi comunicativi
on-line all'interno dello staff di progetto ha suggerito di articolare
quest'area in più sub-aree: alcune con una semplice funzione
di archivio documentario delle varie fasi della progettazione, altre
come contenitori di aspetti metodologici della ricerca. La sub-area
"AmicoCritico", ad esempio, ospitava gli interventi di due
esperti esterni che ricoprivano il ruolo di amici critici, usuale nella
pratica della ricerca-azione, interagendo a distanza con lo staff.

Fig.5: la
finestra della conference StaffValfo
In ultimo,
sembra rilevante sottolineare un aspetto non secondario dell'utilizzo
di un ambiente virtuale fortemente strutturato per un processo di ricerca
azione. Esso consente di costruire, giorno dopo giorno, quasi automaticamente,
un contenitore della memoria del progetto: documenti, materiali, interazioni,
problemi, soluzioni, prodotti, persino umori, ansie, entusiasmi, vengono
registrati, memorizzati, archiviati sul supporto fisico del server e
restano a disposizione per l'inevitabile e necessaria documentazione
dei risultati del progetto. Si tratti di effettuare una valutazione
ex-post, di rendere pubblici gli esiti della ricerca, di disseminarne
i prodotti, di replicare un'azione analoga, l'ambiente virtuale diventa
un conservatore e un dispensatore della ricchezza conoscitiva, elaborativa
e comunicativa messa in campo dagli attori della ricerca.
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9.6
I ricercatori e l'ambiente di comunicazione on-line
La partecipazione
ad un progetto di ricerca-azione richiede ai docenti ricercatori motivazione,
impegno, competenze specifiche. Nel caso della proposta Valfo veniva
richiesto un ventaglio ulteriore di condizioni, ovviamente inerenti
il carattere on-line e a distanza dell'attività. Era necessario,
infatti, garantire alcuni prerequisiti indispensabili: la volontà
di sperimentare una modalità di comunicazione innovativa e inusuale,
la disponibilità, a casa o a scuola, di una essenziale strumentazione
tecnologica con connessione a Internet, competenze informatiche di base,
meglio se accompagnate da una precedente esperienza nell'uso della posta
elettronica. Posti questi come prerequisiti minimi, lo staff di progetto
assicurava e offriva ai ricercatori l'accesso riservato all'ambiente
di comunicazione in rete predisposto, il software-client necessario
per accedere all'ambiente stesso, una guida all'uso del client in formato
sia cartaceo sia elettronico, un incontro laboratoriale della durata
di tre ore, in piccoli gruppi per acquisire le nozioni e le competenze
fondamentali per l'uso di First Class, per avviare una riflessione sulle
specifiche caratteristiche della CMC rispetto alle consuete modalità
di interazione e comunicazione face to face, e, infine un'assistenza
tecnologica on-line.
Preliminarmente all'avvio della ricerca, è stato somministrato
ai candidati ricercatori un breve questionario di autovalutazione delle
competenze informatiche e telematiche possedute. In dieci domande si
richiedeva di esprimere il proprio livello di competenza/conoscenza
nell'uso di: un personal computer, di un word processor, della posta
elettronica, di Internet, di sistemi per Computer Conferencing, di chat
e forum, del software First Class e, infine, la disponibilità
d'uso di un PC con connessione a Internet nella propria casa e nella
propria scuola.
L'esito dei questionari ha rappresentato una situazione abbastanza omogenea
rispetto alle competenze dichiarate: se, in generale, tutti i ricercatori
risultavano sufficientemente esperti nell'uso di un PC, di un WP e di
Internet, la conoscenza di sistemi per Computer Conferencing appariva
decisamente poco diffusa e, in particolare, il software scelto per la
ricerca, era sconosciuto ai più. Un dato positivo era costituito
dalla generale disponibilità della strumentazione necessaria.
In sintesi le competenze, dichiarate attraverso una scala valutativa
da 0 (minimo) a
5 (massimo) , sono illustrate nel seguente grafico.
I valori medi, ricavati dal totale delle autovalutazioni, esprimono
una buona padronanza nell'uso del PC e di Internet ma descrivono anche
una insufficiente conoscenza degli strumenti di comunicazione basati
su sistemi di Computer Conferencing. Considerando che, fra i ricercatori,
ve n'erano pochi con buona competenza nell'utilizzo di First Class,
è facile dedurre che la maggioranza di loro fosse sostanzialmente
all'oscuro delle caratteristiche di questo software.

Grafico
1: media dei valori espressi dai ricercatori come autovalutazione
delle competenze relative agli strumenti indicati.
9.7 Alfabetizzazione telematica
Mettere
in grado tutti i docenti di utilizzare senza difficoltà gli strumenti
e il software di comunicazione on-line era, indubbiamente, una condizione
indispensabile per il successo della ricerca. Problemi legati alla connessione
in rete, alla produzione e lettura della messaggistica, alla immediatezza
e efficienza della comunicazione avrebbero potuto facilmente mettere
in moto processi di demotivazione e, persino, di rifiuto delle particolari
modalità con cui ci si era proposti di gestire le interazioni
all'interno del gruppo di ricerca. Il contesto e i meccanismi peculiari
della comunicazione a distanza avrebbero incrementato il pericolo di
precoci abbandoni o, comunque, di precari e scarsamente efficaci rapporti
di cooperazione.
Queste ragioni hanno indotto lo staff, in fase di progettazione, a curare
particolarmente tali aspetti predisponendo alcune azioni tese a facilitare
il più possibile l'approccio dei ricercatori al mezzo e alle
modalità di interazione telematica. A tal proposito, l'iniziativa
più significativa è stata l'offerta di un breve, ma efficace,
percorso di alfabetizzazione in "presenza", svolta in un pomeriggio,
in situazione di laboratorio. La diretta pratica dell'uso degli strumenti
e delle funzioni principali del software, accompagnata da spiegazioni
sintetiche e da assistenza tutoriale, hanno determinato il risultato
di porre tutti i ricercatori nella condizione di sapere affrontare,
con successo, l'approccio con la CMC autonomamente. Una successiva,
rapida, fase di esercitazione on-line nell'ambiente virtuale Valfo,
ha permesso di consolidare ulteriormente le competenze di base sviluppate
in presenza. I contenuti e le abilità, oggetto del laboratorio
di alfabetizzazione telematica, costituivano un insieme molto selezionato
ma sufficiente a garantire l'avvio della comunicazione in rete. Succintamente,
le tematiche trattate riguardavano:
- i principali caratteri distintivi della CMC rispetto alla comunicazione
in presenza;
- significato delle regole di netiquette ;
- installazione e configurazione del client First Class
- connessione in rete tramite protocollo TCP-IP
- struttura e funzioni dell'ambiente virtuale Valfo
- principali funzioni e comandi del client, fra cui, in particolare:
· lettura, scrittura, invio di messaggi
dalla mail-box e da conference;
· risposta con citazione;
· editing del testo;
· upload e download di file allegati
a messaggi;
· cronologia, memorizzazione e stampa
di messaggi;
· chat.
Infine, attraverso la conference Help e, per le situazioni di emergenza,
il più familiare apparecchio telefonico, si garantiva un'assistenza
tutoriale on-line per aiutare i ricercatori a risolvere gli eventuali
problemi incontrati.
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9.8
Aree ad intenso traffico e aree "depresse"
A progetto
e a ricerca conclusa si possono individuare con sufficiente attendibilità
i punti di forza e di criticità, l'adeguatezza e i limiti della
piattaforma tecnologica scelta e dell'ambiente di comunicazione progettato,
sia in funzione dell'efficienza e efficacia della comunicazione on-line
(ma anche di quanto abbia influito sui momenti di comunicazione in presenza)
sia dei processi e dei prodotti della ricerca. In un capitolo successivo
si traccia un'analisi qualitativa approfondita dei flussi comunicativi
fra i diversi attori e fra i diversi gruppi protagonisti del progetto
, qui ci si limita a fornire un quadro generale di tipo quantitativo
della messaggistica che ha affollato l'ambiente virtuale e di come essa
si sia distribuita nelle diverse aree e sub-aree. La semplice rappresentazione
di questi dati consente di formulare alcune riflessioni sulle scelte
operate in sede di progettazione dell'organizzazione logica e della
corrispondente struttura virtuale di comunicazione.
Complessivamente, durante tutta la durata della ricerca, sono stati
inviati nell'ambiente on-line 1094 messaggi, mediamente circa 20 comunicazioni
scritte per partecipante con una notevole consistenza di allegati, circa
100 messaggi al mese. Questo migliaio di comunicazioni non hanno interessato
in ugual misura tutte le aree disponibili, al contrario si sono concentrate,
come previsto e preordinato in fase progettuale attraverso la selettiva
concessione di privilegi di accesso, nelle aree maggiormente destinate
all'interazione.
I dati quantitativi portano subito in evidenza le aree che non hanno
svolto la propria funzione nella misura e anche nei modi ipotizzati
durante la progettazione.
| Totale
messaggi |
1094 |
| LaRicerca |
687 |
| Palestra |
76 |
| Staff |
154 |
| ValfoCafe |
55 |
| Bacheca |
9 |
| Biblioteca |
14 |
| Materiali |
12 |
| Help |
23 |
| Esperto
ol |
1 |

Grafico 2: distribuzione percentuale dei 1094 messaggi nelle principali
aree di Valfo
Se la bassa
percentuale di messaggi presenti nelle conference Biblioteca e Materiali
è giustificata dall'essere, queste, aree di comunicazione uno-molti,
la medesima consistenza nelle conference EspertoOnLine e Bacheca va,
invece, probabilmente, addebitata a cause connesse all'andamento della
ricerca e al limitato tempo a disposizione dei ricercatori per interazioni
meno attinenti il contenuto della ricerca stessa, come lascerebbe supporre
anche la scarsa frequentazione di ValfoCafe, area appositamente creata
per le discussioni libere.
Coerentemente con le intenzionalità del piano di ricerca, la
comunicazione intersoggettiva on-line si è concentrata prevalentemente
nelle conference StaffValfo e LaRicerca. La prima ha svolto efficacemente
la propria funzione diventando l'estensione virtuale dei processi di
progettazione e di coordinamento, avviati negli incontri in presenza,
di tutta la complessa attività di ricerca, sostenendo un volume
di scambi comunicativi fra i componenti dello staff piuttosto elevato.
Nell'area LaRicerca sono confluiti oltre i due terzi dei messaggi. Questa
conference ha svolto efficacemente la propria duplice funzione di centro
di coordinamento dei gruppi e delle attività dei ricercatori
nello spazio foyer e di laboratorio di ricerca nelle cinque sub-aree
di comunicazione. Dall'analisi quantitativa appare insufficiente l'uso
della sub-area Intergruppo, probabilmente da far risalire alle scelte
compiute per la gestione dei flussi comunicativi al suo interno. Il
successivo grafico descrive la distribuzione percentuale della messaggistica
nelle sub-conference de LaRicerca; le differenze quantitative fra i
diversi gruppi vanno rapportate alla disuguale consistenza numerica
dei gruppi stessi.
| LaRicerca |
687 |
| Alfa |
144 |
| Beta |
149 |
| Gamma |
121 |
| Delta |
120 |
| Eta |
80 |
| Intergruppo |
46 |

Grafico
3: Distribuzione percentuale della messaggistica della conference
LaRicerca nelle sei sub-conference di gruppo
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9.9
Efficienza e efficacia del software e dell'ambiente on-line
Quale valutazione
è possibile trarre, a conclusione della sperimentazione di una
infrastruttura di comunicazione nell'ambito di una ricerca-azione complessa
e numericamente impegnativa come Valfo? Quali indicazioni si possono
ricavare sulla qualità del software utilizzato e dell'ambiente
virtuale progettato rispetto ai criteri dell'efficienza e dell'efficacia
della comunicazione on-line in funzione dei processi e dei prodotti
della ricerca? Oltre l'efficienza e l'efficacia, quale gradimento ha
ottenuto fra gli utenti in merito a sviluppo di motivazione, qualità
delle interazioni, possibilità di gestione autonoma dei tempi
di lavoro? Quanto ha inciso nel rapporto costi-benefici?
Dal punto di vista del progettista e amministratore del sistema risulta
facile inanellare un elenco di giudizi sostanzialmente positivi rispetto
all'efficienza della piattaforma tecnologica: il sistema di CC ha messo
a disposizione dei ricercatori strumenti ampiamente numerosi per consentire
una comunicazione asincrona continua, interattiva con tutte le opzioni
per la text based communication. Anche l'infrastruttura di rete fisica
(server, protocolli internet, client), tranne rari casi di inaccessibilità
del server per manutenzione, ha supportato adeguatamente i processi
comunicativi.
L'ambiente virtuale, strutturato in conference e sub-conference, ha
costituito un efficiente filtro organizzativo per dirigere e gestire
i flussi comunicativi, per sviluppare l'attività di ricerca e
confronto in piccoli gruppi, per raccogliere, archiviare e distribuire
documentazione. Certamente l'insieme dell'architettura on-line poteva
essere meno articolata e ridondante: alcune aree non sono risultate
determinanti ai fini dei complessivi risultati del progetto, ma questo
è, probabilmente, un sopportabile peso imputabile al carattere
sperimentale della ricerca in rete.
L'efficienza di questi due elementi dell'infrastruttura di rete ha permesso
di conseguire una soddisfacente efficacia dei processi comunicativi,
necessari, ma ovviamente non sufficienti, per determinare anche l'efficacia
dei complessivi risultati della ricerca.
Queste sintetiche valutazioni positive, riferite al funzionamento del
sistema e non alla qualità delle interazioni, da esso in qualche
misura comunque dipendente, di cui si dirà in un successivo capitolo,
trovano una forma di riscontro da parte dei ricercatori che hanno dovuto
utilizzare a lungo tale ambiente tecnologico, cimentandosi spesso per
la prima volta in una simile pratica.
Al termine della ricerca è stato proposto ai ricercatori un questionario
(on-line) di valutazione e gradimento degli aspetti telematici della
ricerca-azione. Le risposte, in larga misura, confermano i punti di
forza e le criticità descritte in precedenza.
Un primo blocco di domande chiedeva una valutazione, espressa attraverso
una scala con valori da 1 (valutazione minima) a 4 (valutazione massima),
di cinque aspetti della comunicazione in rete: 1) la funzionalità
di First Class, 2) l'efficacia dell'ambiente virtuale Valfo, 3) la qualità
delle interazioni fra i ricercatori, 4) la qualità delle interazioni
fra ricercatori e coordinatori di gruppo, 5) gli effetti delle interazioni
fra i cinque gruppi. Il grafico 4 rappresenta le medie delle valutazioni
espresse per questi cinque indicatori.

Grafico 4: valori medi delle valutazioni espresse dai ricercatori sui
cinque
aspetti indicati
La valutazione della funzionalità della piattaforma e dell'ambiente
di comunicazione risulta abbastanza alta; considerando i valori di deviazione
standard (rispettivamente 0,53 e 0,62) tali giudizi appaiono distribuiti
omogeneamente fra tutti i ricercatori. Il basso valore espresso nella
valutazione delle interazioni fra i cinque gruppi può essere
interpretato come indicatore di una inadeguata gestione dell'area Intergruppo.
Una conferma di ciò può essere ricavata dalle risposte
alla domanda 12: "La comunicazione a distanza ha favorito lo scambio
fra i diversi gruppi?" rappresentate dal successivo grafico.

Grafico 5: medie delle valutazioni espresse con valori da 1 a 4 alla
domanda
n.12: La comunicazione a distanza ha favorito lo scambio fra i diversi
gruppi
Se l'interazione
fra i diversi gruppi è stato uno degli aspetti critici del funzionamento
dell'ambiente di rete, la comunicazione on-line ha invece, a parere
dei ricercatori, consentito di stabilire un clima decisamente cooperativo
all'interno dei singoli gruppi. (Grafico 6)

Grafico 6: medie delle valutazioni espresse con valori da 1 a 4 a alla
domanda
n.11: Come valuta il clima di lavoro a distanza nel proprio gruppo
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Un'ulteriore
valutazione positiva, relativamente all'efficacia dell'ambiente on-line,
si può rilevare dalle risposte espresse con la domanda 13: "L'ambiente
telematico è risultato adeguato per il reperimento delle informazioni
necessarie alla ricerca?"

Grafico 7: medie delle valutazioni espresse con valori da 1 a 4 a alla
domanda
n.13: L'ambiente telematico è risultato adeguato per il reperimento
delle
informazioni necessarie alla ricerca?
Dedichiamo
un rapido cenno al rapporto costi-benefici di una ricerca-azione on-line,
rispetto ad una analoga effettuata senza il supporto della comunicazione
a distanza, attraverso due elementi ricavati dalle risposte al questionario
di valutazione che, senza farci addentrare in necessari quanto opinabili
calcoli, ci suggeriscono alcune dimensioni del risparmio sui costi e
uno degli indiretti benefici derivati dall'uso degli strumenti telematici.
Alla domanda 17, che chiedeva di indicare l'impegno medio orario settimanale
di lavoro on-line, i ricercatori hanno dato le risposte rappresentate
nel seguente grafico.

Grafico 8: ore di attività on-line medie settimanali
La maggior parte dei ricercatori ha dichiarato un impegno medio di 2-4
ore settimanali. Quale costo avrebbe avuto l'insieme degli incontri
svolti in presenza, considerando l'elevato numero dei partecipanti e
la lontananza geografica delle loro residenze, necessario al confronto,
scambio, elaborazione, produzione dei materiali della ricerca?
Se il dato appena esposto lascia intravedere i minori costi ottenibili
attraverso l'attività on-line, i successivi danno rilievo ad
un "valore aggiunto" conseguito grazie all'uso delle ICT e
costituito dallo sviluppo della propria professionalità,
da parte dei docenti-ricercatori, in termini di innalzamento delle competenze
telematiche. L'autovalutazione compiuta in merito è riportata
nel grafico 9.

Grafico 9: risposte alla domanda n. 10: come valuta le sue competenze
telematiche al termine dell'esperienza di ricerca-azione on-line?
Non è
indifferente, nel computo del rapporto costi-benefici di un'attività,
includere, fra i fattori di return of investment (ROI), il risultato,
indotto, di un così generalizzato incremento delle competenze
tecnologiche.
In conclusione, sempre attingendo dai dati forniti dal questionario
di valutazione, è possibile cogliere indicazioni positive anche
rispetto all'incremento di motivazione e al generale gradimento che
l'operare e interagire in un ambiente di comunicazione a distanza basato
su ICT può stimolare.
La domanda "Consiglierebbe ad un collega la partecipazione ad una
ricerca-azione on-line analoga a Valfo" ha ottenuto un'unanime
risposta positiva, mentre l'ultima richiesta del questionario di esprimere,
per mezzo di un valore fra 1 e 10, il gradimento complessivo dell'attività
on-line della ricerca ha ricevuto dall'86 per cento delle risposte un
"voto" maggiore o uguale a sette che, indubbiamente, lascia
ben trasparire il livello di motivazione che il modello innovativo e
sperimentale della ricerca, basato sull'apporto delle ICT alla comunicazione
intersoggettiva, ha contribuito a suscitare.

Grafico
10: risposte, in valori percentuali, alla domanda "Esprima con
un valore da 1 (nessun gradimento) a 10 (massimo gradimento) il suo
gradimento complessivo dell'attività on-line della ricerca"
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