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Introduzione
di Feliciana Cicardi
I materiali che
qui si raccolgono sono lesito di una ricerca iniziata due anni fa avente per oggetto
"PERCORSI DI APPRENDIMENTO E STANDARD".
Considerato che
il tema delle competenze e degli standard è presente in varie forme e sottolineature in
molti dei programmi europei e che il concetto di competenza è alla base di ricerche
internazionali (vedi PISA), si è voluto finalizzare il presente lavoro ad una descrizione
di percorsi e di prove che possano aiutare gli insegnanti nella valutazione interna degli
apprendimenti, valutazione peraltro sottolineata nella Riforma in atto.
Nei due anni in cui si è svolta la ricerca il lessico pedagogico di riferimento si è
modificato via via, assumendo significati coerenti di volta in volta con le diverse
proposte pedagogiche in campo. Si riportano più avanti i significati largamente condivisi
nella letteratura pedagogica degli ultimi anni, avendo ben presente levoluzione di
significato che nel tempo i termini possono subire.
Gli obiettivi della ricerca erano
i seguenti:
- Individuare aree di
"adattamento"del curricolo e applicare i risultati della ricerca alla
costruzione di pacchetti modulari, da sperimentare da parte di un gruppo di docenti
formati
- formare docenti alla elaborazione
di pacchetti modulari
- formare i medesimi destinatari
alla verifica e valutazione degli standard, rispetto ad obiettivi di apprendimento
specifici e delimitati
- sperimentare i pacchetti nelle
scuole, supportata da un tutoring in rete delle scuole sperimentali
- valutare linsieme del
progetto (in particolare valutazione dimpatto della sperimentazione)
- documentare e disseminare i
risultati in una pubblicazione cartacea.
Le domande a cui si voleva dare
risposta alla fine del percorso di ricerca sperimentazione si possono così
riassumere.
- La strutturazione di un percorso
per competenze è condizione necessitante per poter definire degli standard?
- Nella scuola italiana è possibile
definire standard formulati grazie allintersezione tra standard di contenuto e
standard di prestazione?
- Quali strumenti sono necessari,
idonei e maggiormente efficaci per misurare gli standard? Sono gli stessi per
diverse discipline?
- Gli standard vanno definiti per
livelli (livello di base, livello medio, livello di eccellenza)?
- La correttezza degli
standard è una variabile dipendente del percorso metodologico-didattico sviluppato dalla
scuola?
- E possibile costruire
standard per tutte le discipline o solo per le discipline che costituiscono il core
curriculum?
- Attraverso lutilizzo di prove di verifica è possibile misurare completamente il
raggiungimento di una competenza?
I riferimenti culturali di
partenza
LEquipe di ricerca è
partita dallanalisi del problema degli standard in alcuni paesi europei, sviluppata
attraverso incontri e seminari di lavoro con esperti di pedagogia comparata e
contemporaneamente ha dovuto assumere dei punti di riferimento pedagogici scegliendo, sia
pur in via provvisoria, tra le numerose posizioni che si presentavano nel panorama
pedagogico istituzionale italiano.
Si è proceduto quindi a definire un glossario dei termini oggetto della ricerca di cui
qui si riportano i fondamentali.
COMPETENZE
A. DEFINIZIONI
1. Proponiamo di definire
"competenza", nell'istruzione, ciò che, in un contesto dato, si sa fare
(abilità) sulla base di un sapere (conoscenze), per raggiungere l'obiettivo atteso e
produrre conoscenza; è quindi la disposizione a scegliere, utilizzare e padroneggiare le
conoscenze, capacità e abilità idonee, in un contesto determinato, per impostare e/o
risolvere un problema dato.
(Forum delle Associazioni disciplinari della scuola)
2. Competenze: ciò che,
in un contesto dato, si sa fare (abilità), sulla base di un sapere (conoscenze) per
raggiungere l'obiettivo atteso e produrre (nuove) conoscenze (le competenze possono, poi,
essere di base/di cittadinanza e specifiche di una disciplina e/o trasversali - riferite a
più discipline).
( Gruppo di lavoro n.3 Commissione Riordino dei Cicli)
3. Parlare di competenze
significa evidenziare aspetti sia di sapere che di saper fare, e collocarli in un
contesto. Le competenze sono traguardi che pongono in evidenza le implicazioni operative
delle attività cognitive. ( idem)
4. Se volessimo sbrigarci
con una battuta di poche parole, potremmo sostenere che le competenze sono le
capacità portate effettivamente a compimento: ovvero indicano quello che siamo, adesso,
nell'unità della nostra persona, dinanzi ai problemi e alle situazioni di un certo tipo (
professionali e non professionali) che siamo chiamati ad affrontare. Mentre le capacità
esprimono la forma del nostro essere potenziale, insomma, le competenze manifestano quella
del nostro essere attuale. Le une e le altre, ovviamente, sempre dinamiche, in evoluzione,
visto che non solo si può essere diversi fino alla fine della vita, ma si è anche
sempre diversi fino alla fine della vita.
(G. Bertagna, Per un vocabolario di base 1 )
B. DEFINIZIONE DELLE
COMPETENZE-OBIETTIVO
Dovrebbe essere
tale da consentire:
- di verificare i risultati
conseguiti dalle scuole e dagli insegnanti, e valutare l'efficacia dell'insegnamento
(naturalmente tenendo conto delle condizioni di partenza e dei condizionamenti
ambientali);
- di certificare il livello
conseguito dal singolo allievo nei punti di snodo del sistema di istruzione ... in vista
del proseguimento degli studi ( scelte di indirizzo, facoltà universitarie),
dell'inserimento nel lavoro, di uscite e rientri nell'istruzione, passaggi di indirizzo,
ecc.
Di conseguenza,
la definizione non dovrebbe essere troppo ampia, ma essere riferita a contesti e contenuti
linguistici tali da consentire la verificabilità. Forse non dovrebbe essere nemmeno tanto
stretta da coincidere con le singole prestazioni da verificare le prestazioni dovrebbero
essere intese come indicatori di competenze soggiacenti più complesse, non sempre
direttamente osservabili. Questo punto non lo so risolvere. (Onore al merito, n.d.c.).
(Appunti per la definizione di un curricolo per competenze di Italiano, Adriano Colombo,
13.3.2001).
Quale tipologia
di standard
E sorta
,di conseguenza, lesigenza di assumere sia pur in via provvisoria e rivisitabile una
definizione di STANDARD, accogliendo le suggestioni dei materiali che qui si riportano. La
prospettiva della ricerca voleva andare oltre la verifica dellipotesi di analizzare
gli standard come oggetto di misurazione e di valutazione; voleva altresì tentare di
sondare la possibilità di strutturare dei curricoli su standard
Si è assunto di lavorare allindividuazione di standard di contenuto volendo
sondare la possibilità da parte di docenti di costruire standards per la propria classe
e/o per la propria scuola. Lipotesi quindi era quella di costruire standard di
contenuto ma standard locali ( quegli standard che vengono definiti, in regime di
autonomia, da singoli docenti di singole scuole), lasciando alle istituzioni preposte il
compito e lonere di individuare standard nazionali, probabilmente attraverso
strumenti di tipo normativo.
La scommessa nascosta tra le pieghe della ricerca era quella di dimostrare che è
possibile ed auspicabile che i docenti possano essere messi in grado di costruire e
gestire degli standard piegati sulla situazione della classe.
"Con il
termine standard si usa indicare il livello di prestazione (punteggio o criterio)
prestabilito da utilizzare come riferimento per la valutazione. In pratica, per giudicare
se un risultato raggiunto è accettabile o meno, per esprimere una valutazione (giudizio)
sul livello raggiunto da uno studente con la sua prestazione ad una prova/compito, è
indispensabile avere indicazioni sulla soglia di accettabilità o livello di esclusione( cut-off).
Il processo che porta alla definizione ed individuazione dei punteggi o livelli
corrispondenti alle diverse prestazioni è definito di standardizzazione (standard
setting) e può essere compiuto su base statistica o espresso da esperti del settore.
Questo discorso, sul come si definiscono gli standard è particolarmente complesso e di
attualità, in quanto rimanda direttamente al sistema di accertamento e certificazione a
livello nazionale e/o internazionale di determinate competenze.
(
) Gli approcci alla misurazione rimandano a strumenti di tipo normativo (o a norma)
e a quelli che si definiscono criteriali (o a criterio). Nel primo caso si procede alla
comparazione del risultato del singolo studente in rapporto ad un gruppo di altri studenti
assunto come norma. Nel secondo il criterio è assunto come riferimento per la misurazione
delle singole prestazioni. Nel primo approccio, e si parla di standard normativo, si usa
abitualmente il punteggio di rango percentile o i valori di media e deviazione standard
per definire la posizione del singolo studente rispetto ad una norma (gruppo di
riferimento prescelto). Si dice ad esempio che lo studente ha raggiunto o superato il 70°
percentile, livello prestabilito come standard di superamento della prova. Con questo
esempio si chiarisce anche la differenza tra standard e norma: la norma è la
distribuzione dei punteggi del gruppo assunto come riferimento, lo standard è invece il
livello convenzionalmente definito che lo studente dovrebbe raggiungere o superare per
raggiungere un determinato traguardo( passaggio, selezione,profilo ecc.).
Nellapproccio criteriale, e si parla di standard criteriale, si procede nella
definizione degli obiettivi da raggiungere, e relativi descrittori, e
nellidentificazione da parte di esperti disciplinari e del settore dello standard
prestabilito rispetto alla prestazione richiesta."
(Guido Benvenuto, Lutilizzazione di descrittori, indicatori e standard nella
valutazione degli apprendimenti, in "Scuola e Città" n.11 / 2001, p.481 )
STANDARD di
contenuto:
formulazioni che definiscono quanto è atteso si conosca e si sappia fare in un
certo ambito disciplinare; le conoscenze, abilità, processi ed altri apprendimenti che le
scuole dovrebbero insegnare affinché gli studenti raggiungano alti livelli di
competenza nellaffrontare gli argomenti di studio; le conoscenze disciplinari,
i processi e le abilità che le scuole sono tenute ad insegnare e gli
studenti sono tenuti ad apprendere.
STANDARD di
prestazione:
formulazioni che si riferiscono alla misura in cui gli studenti raggiungono uno
standard di contenuto; specificano la qualità e leffetto delle prestazioni degli
studenti a vari livelli di competenza nella disciplina. Precisano i modi in
cui gli studenti devono dimostrare le loro conoscenze ed abilità e possono rendere conto
dei progressi da essi compiuti verso il raggiungimento di uno standard.
(Tesol_Italy Forum riservato )
"Per
standard dapprendimento sintende un certo livello di acquisizione di una
competenza (
) che è assunto come termine di riferimento del processo didattico, nel
senso che identifica il modello della padronanza da conseguire e, conseguentemente, assume
la funzione di criterio di valutazione delladeguatezza della prestazione dello
studente".
(M.Baldacci, Standard di apprendimento, in AA.VV., Voci della scuola, duemiladue,
Napoli, Tecnodid, 2001, p.293)
Lorganizzazione
della ricerca
I soggetti della
ricerca sono stati
- unEquipe centrale
- quattro sottoéquipes disciplinari
(italiano, matematica, storia, filosofia)
- docenti delle scuole medie,
Istituti Comprensivi e scuole superiori
Le sottoéquipes hanno collaborato a predisporre
- percorsi metodologico-didattici
organizzati a partire da una competenza ritenuta essenziale per tre livelli di
scolarizzazione:
- italiano: 3^ media, biennio, fine
triennio
- matematica: 3^ media, biennio,
fine triennio
- storia: 3^ media, biennio, fine
triennio
- filosofia: fine triennio;
- standards in uscita con livello di
base e livello di eccellenza;
- prove di verifica per la
misurazione degli standards;
- guida per la correzione delle
prove di verifica.
Sono stati
organizzati per i docenti sperimentatori seminari aventi come oggetto
- la condivisione dei punti di
partenza pedagogici della ricerca
- la presentazione e lanalisi
dei percorsi metodologico-didattici
- la messa a punto del percorso
- le prove di verifica
Il pacchetto
affidato agli sperimentatori era costituito da
- un percorso modulare che prendeva
le mosse da una competenza scelta e suggeriva materiali di lavoro
- prove di verifica intermedie
- standard definiti per il livello
di base e per il livello di eccellenza
- prove di verifica finali
- criteri per la correzione delle
prove.
Al
termine del lavoro in classe
Ogni docente sperimentatore ha
consegnato le prove di verifica corrette unitamente ad un diario di bordo su cui aveva
annotato le peculiarità del percorso attuato ed alcune schede di rilevazione.
Da tutti questi elementi e da osservazioni fatte liberamente dai docenti le Equipes
disciplinari hanno proceduto per livelli scolastici differenziati a stilare
una analisi quali-quantitativa dei risultati della sperimentazione, prestando particolare
attenzione ad alcuni interrogativi di carattere generale che investono tutti gli ordini di
scuola e tutte le discipline.
- Lo standard individuato
dallEquipe è praticabile? Troppo alto, troppo basso?
- Lo standard va riformulato?
- Il raggiungimento dello standard
dipende strettamente dal percorso?
- Il percorso è condizione
sufficiente per raggiungere lo standard od occorrono percorsi precedenti?
- Lo standard determina e/o
condiziona il percorso?
- I tempi delle prove di verifica
sono sufficienti, eccessivi, troppo contratti?
- Le prove di verifica sono valide?
- Si può standardizzare tutto di
una disciplina?
- La conoscenza dello standard da
parte degli alunni ha promosso maggior apprendimento?
- Le prove a seguito degli standard
hanno consentito ai docenti di sondare più in profondità il raggiungimento di competenze
da parte degli alunni, in misura maggiore rispetto alle valutazioni di tipo soggettivo?
Alcune risposte circostanziate si
possono rinvenire nelle relazioni degli esperti disciplinari che accompagnano i materiali
della ricerca.
Conclusione della ricerca
Lincontro conclusivo della
ricerca ha visto la partecipazione del Prof. Lucio Guasti che ha allargato
lorizzonte della tematica e, oltre a fornire alcune risposte, ha offerto stimoli per
ulteriori riflessioni.
Linterazione con i docenti sperimentatori suddivisi per livelli scolastici e per
discipline ha consentito di raggiungere alcuni punti di condivisione e di aprire nuovi e
più approfonditi interrogativi.
In particolare.
- Lo standard orienta in qualche
misura lazione didattica del docente. Studi americani hanno dimostrato che spesso
lazione didattica del docente si struttura e si piega al raggiungimento di uno
standard normativo, rendendo così poco flessibile la progettazione che dovrebbe tener in
debito conto le condizioni del contesto di classe e le risposte negative o positive degli
alunni di fronte ad un determinato percorso didattico.
- Non è sufficiente un solo
percorso per raggiungere uno standard.Ciò può significare che occorre che gli studenti
possiedano dei prerequisiti rispetto ad una determinata competenza e/o che lo standard
debba essere collocato alla fine di un percorso costruito da più moduli sviluppanti una
determinata competenza.
- E condizione indispensabile
per una eventuale valutazione/certificazione che lo standard si articoli al suo interno in
indicatori(descrittori) il più possibile precisi e concreti di saperi e di applicazione
di saperi.
- Uno standard definisce il
raggiungimento di un risultato nellapprendimento ma contemporaneamente è un punto
di partenza da cui intraprendere nuovi viaggi di conoscenza. Questo soprattutto in ambito
scolastico dove le competenze, che pure sono in divenire per tutta la vita, sono
particolarmente in costruzione.
- Non tutto di una disciplina è
standardizzabile. Occorre una definizione delle competenze essenziali (di base) che si
possono e si vogliono sviluppare attraverso l'nsegnamento/apprendimento di una
disciplina. In questa definizione delle competenze un peso specifico assume l'immagine che
un docente possiede di una disciplina. Se la lingua italiana è circoscritta alla
dimensione "grammaticale", le competenze ritenute importanti saranno ben diverse
da quelle che nascono da una concezione della lingua come strumento comunicativo
strutturato sullo sviluppo delle quattro abilità di base.
- Alcune competenze, in particolare
per quanto riguarda la lingua, si possono sviluppare e/o manifestare in superficie in
tempi successivi a quelli di verifica.
A queste conclusioni provvisorie
della ricerca si possono aggiungere le seguenti osservazioni di Lucio Guasti che, se da un
lato ci confermano nel lavoro sin qui svolto, offrono altresì piste per ulteriori e più
approfondite analisi perché la cultura dello standard, come ancora sostiene Guasti,
superi la "teoria della misurazione" per giungere a divenire una dichiarata
opzione pedagogica.
"La cultura degli standards si articola in diversi ambiti di discorso. Si ha così il
valore degli standards come certificatori, che si occupano del rapporto con le
competenze dimostrate e verificate, gli standards come predittori, che affrontano
la relazione tra le performances e la prospettiva di sviluppo del soggetto, gli standards
come descrittori, che hanno la funzione di evidenziare i risultati e i processi
finalizzati allaccertamento e alla valutazione, gli standards come motivatori,
che hanno lo scopo di mettere il soggetto nella condizione di poter essere costantemente
attratto dallapprendimento del livello successivo o di una conoscenza integrativa o
correlata.
Attualmente siamo di fronte ad uno sviluppo consistente della cultura degli standards,
caratterizzato da alcuni elementi strutturali che lo avvcinano ad un approccio organico ed
epistemologicamente fondato."(1)
1)Guasti L.,2002, Gli
standards: premessa metodologica, in Standard nazionali per lEducazione degli
Adulti, Estratto dal rapporto di ricerca, ottobre 2002, MIUR INDIRE, p.47
TEMPORIZZAZIONE delle azioni
della ricerca
Mese |
Azioni |
| Giugno/dicembre
2000 |
Ricerca
dellEquipe interna Seminari
con esperti |
| Gennaio
2001 |
Documento
di base |
| Febbraio
2001 |
Costituzione
Equipes disciplinari |
| Marzo7Aprile2001 |
Predisposizione
pacchetti modulari |
| Aprile
2001 |
Primo
contatto con le scuole individuate come possibili soggetti sperimentatori |
| Maggio
2001 |
Seminario
di lavoro con le scuole che hanno aderito alla ricerca |
| Settembre
2001 |
Seminario
di richiamo:
- feed back sui materiali proposti
- impostazione tutoraggio in rete
|
| Ottobre
2001/marzo 2002 |
Sperimentazione
dei pacchetti modulari nelle scuole |
| Aprile/luglio
2002 |
Analisi
quali-quantitativa dei risultati da parte delle Equipes disciplinari |
| Settembre/ottobre
2002 |
Riflessioni
generali sullesperienza da parte dellEquipe interns e delle Equipes
disciplinari |
| Dicembre
2002 |
Restituzione
dei risultati alle scuole sperimentatrici |
EQUIPE DI RICERCA INTERNA
ALLIRRE LOMBARDIA
| BERTOCCHI
Daniela |
| CICARDI
Feliciana |
| CITTERIO
Silvana |
| DIDONI
Roberto |
| NEGRI
Maria Paola |
EQUIPES DISCIPLINARI
ITALIANO
| POZZI
Saeda |
3^ media |
| PETRELLA
Maria Rita |
biennio |
| PRETI
Luciana |
triennio |
STORIA
| SILICATI
Giuseppa |
3^ media |
| BERNARDONI
Maddalena |
3^ media |
| BARRA
Dino |
biennio |
| FONTANA
Claudio |
triennio |
MATEMATICA
| JOO
Carla |
3^ media |
| ROGNONI
Daniela |
biennio
- triennio |
| VELLUCCI
Katty |
biennio
triennio |
FILOSOFIA
| LASAGNI
Ilaria |
| GUERRERA
MEDI M. Concetta |
| MELLONI
Caterina |
| STORTI
Sonia |
| GUERRINI
Matteo |
| NISI
Gabriella |
SCUOLE CHE HANNO ADERITO ALLA RICERCA
- Istituto Comprensivo
"Franchi" BRESCIA
- Istituto Comprensivo GAMBOLO
- Istituto Comprensivo CUGGIONO
- Scuola Media "L: da
Vinci" CALUSCO DADDA
- Scuola Media "G:
Falcone" CASSINA DE PECCHI
- Scuola Media "Griffini"
CASALPUSTERLENGO
- ITCS "Primo Levi"
BOLLATE
- IIS "Erasmo da
Rotterdam" BOLLATE
- ITC "Torno" CASTANO
PRIMO
- IIS "Gandhi" BESANA
BRIANZA
- ITC "Zappa" SARONNO
- IIS "C.A. Dalla Chiesa"
SESTO CALENDE
- Liceo Classico
"Racchetti" CREMA
- Liceo Classico
"Beccaria" MILANO
- Liceo Classico "Arnaldo"
BRESCIA
- Liceo Scientifico
"Russel" MILANO
- Liceo Pedagogico
"Anguissola" CREMONA
SCUOLE E CLASSI partecipanti alla ricerca
| Disciplina |
Scuole |
Classi
|
| ITALIANO |
|
|
| 3^
media |
4 |
7 |
| Biennio |
5 |
8 |
| Triennio |
3 |
3 |
| STORIA |
|
|
| 3^
media |
4 |
7 |
| Biennio |
2 |
2 |
| Triennio |
2 |
2 |
| MATEMATICA |
|
|
| 3^
media |
4 |
8 |
| Biennio |
2 |
4 |
| Triennio |
0 |
0 |
| FILOSOFIA |
|
|
| Triennio |
6 |
6 |
|